Beni culturali da rilanciare C’è l’esperto del Louvre

23 Agosto 2022

Teramano ricercatore del museo parigino gestirà la rinascita dei tesori cittadini Eventi per valorizzare monumenti e tradizioni, ma anche una piattaforma online

TERAMO . Dal Louvre a piazza Martiri. Sarà un teramano a Parigi, docente universitario e ricercatore in uno dei musei più suggestivi e conosciuti del mondo, a predisporre e mettere in atto il piano di rilancio del patrimonio culturale cittadino e provinciale. Sì perché con l’incarico appena ricevuto dall’amministrazione comunale, che ha accolto la sua proposta legata alla valorizzazione di spazi, monumenti, collezioni, ma anche “beni immateriali” come tradizioni e ricette tipiche, Fernando Filipponi punta a proiettare in un’orbita internazionale quanto di più bello c’è sul territorio comunale e non solo.
Il doppio binario
Il punto di partenza è molto teramano: non solo per il fulcro del progetto, costituito inevitabilmente dal capoluogo, ma anche perché l’operazione prenderà le mosse dalla riscoperta dei “tesori” della città da parte dei cittadini che non conoscono o non apprezzano appieno le potenzialità espresse dalla realtà in cui vivono. Il progetto, dunque, si svilupperà in due direzioni che integreranno i due piani: quello locale e quello di respiro più ampio. La prima azione concreta riguarderà l’attivazione di un modello gestionale capace di sfruttare al meglio le risorse esistenti e quelle, soprattutto finanziarie, messe a disposizione a livello nazionale ed europeo. La seconda mira alla creazione di una rete, anche virtuale, fatta di istituzioni, enti e cittadini in grado di promuovere l’enorme patrimonio culturale di cui dispone il territorio.
APPROCCIO MODERNO
«Si tratta anche di proporre al Comune eventi e soluzioni di gestione», spiega Filipponi, «promuovere la partecipazione ai bandi di finanziamento e attività di interconnessione fra realtà pubbliche e private, sviluppare iniziative di internazionalizzazione e la diffusione delle conoscenze sulle questioni patrimoniali tramite incontri con specialisti, conferenze e altro». Andrà dunque creata una struttura capace di sviluppare un programma di lunga prospettiva – nel progetto si parla di un triennio – che ridia slancio a siti archeologici, come ad esempio quello che ospita il mosaico del leone, pregiata opera di epoca romana da tempo inaccessibile, ma anche a spazi espositivi e musei e inoltre «riempiendo di contenuti» luoghi recuperati come il Castello Della Monica e in via di recupero, come il teatro romano. In questo percorso potranno essere coinvolti anche altri Comuni – Castelli con la ceramica e Civitella con la fortezza borbonica, tanto per citarne un paio – garantendo quello che Filipponi definisce « un efficientamento delle risorse umane, economiche e di programmazione pluriennale delle attività».
LA CONDIVISIONE
Lo scopo è consentire «anche alle realtà più periferiche del territorio, che non sono in grado di attrarre le professionalità necessarie alla gestione del patrimonio, di usufruire di queste ultime grazie alla presa in carico e all’azione di “tutela” promossa dal capoluogo e in cambio della condivisione del progetto e della partecipazione alla rete del patrimonio teramano». Questo obiettivo si perseguirà anche attraverso la creazione di una piattaforma online nella quale inserire, in una vetrina virtuale in continuo aggiornamento, anche il patrimonio privato e quello che appartiene alla tradizione, ad esempio le mazzarelle e le scrippelle ‘mbusse, da veicolare oltre i confini nazionali. Sarà uno strumento anche per «sollecitare la compartecipazione attiva dei cittadini».
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