Betafence, annunciato il taglio delle integrazioni salariali

TORTORETO. “Buona Pasqua al caro Dino Koutrouki”. Cercano di ironizzare i lavoratori della Betafence di Tortoreto, che ieri mattina nell’assemblea sindacale per fare il punto della situazione sulla...
TORTORETO. “Buona Pasqua al caro Dino Koutrouki”. Cercano di ironizzare i lavoratori della Betafence di Tortoreto, che ieri mattina nell’assemblea sindacale per fare il punto della situazione sulla vertenza, tenuta di fronte allo stabilimento, hanno esposto un uovo al cioccolato con l’augurio sarcastico all’amministratore delegato della Presidiad, il fondo che gestisce l’azienda. I lavoratori della Betafence, che da tre anni lottano per difendere il loro posto di lavoro, sono preoccupati per l’attuale situazione, visto che l’azienda ha annunciato riduzioni sostanziali sull’integrazione salariale, o addirittura il suo azzeramento, per i 97 lavoratori attualmente in contratto di solidarietà, mentre il piano industriale presentato dalla stessa azienda nel gennaio 2021, che prevederebbe un aumento della produttività, al momento non è stato minimamente rispettato.
I sindacati di categoria Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil chiedono alla proprietà della Betafence di mantenere, dal 1° luglio 2023 in poi, le medesime condizioni sugli ammortizzatori sociali, ovvero il 70 per cento di integrazione salariale e l’incentivazione all’esodo che, al momento, è di 10 mensilità: richieste che saranno ribadite nell’incontro previsto per giovedì 6 aprile con Regione e proprietà, come spiega la segretaria provinciale della Fiom Cgil, Natascia Innamorati. «L’azienda purtroppo», dice Innamorati, «vuole confermare per il momento l’incentivazione all’esodo. In sostanza l’azienda dice: “vi pago se ve ne andate, ma se rimanete non siamo disposti a darvi l’integrazione salariale”. È una cosa inaccettabile perché con l’assegno di cassa integrazione è difficile andare avanti per le famiglie, molte monoreddito. Questa situazione precaria è frutto di una gestione sbagliata della proprietà della Betafence, che non si sta approvvigionando di nuovi ordini con i suoi clienti». A fargli eco è Marco Boccanera, segretario interregionale Abruzzo-Molise della Fim Cisl. «L’azienda deve darci un piano industriale serio», aggiunge Boccanera, «loro continuano a dire che il piano industriale c’è, e che è quello presentato nel gennaio 2021, ma non sta dando frutti perché secondo quel piano, nel 2023, l’azienda sarebbe ripartita con nuove lavorazioni. Loro si giustificano con la pandemia e la guerra, ma non regge perché le altre aziende del settore lavorano».
Luca Venanzi
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