Betafence, c’è la nota di rinuncia: «Via un pezzo della produzione»

13 Maggio 2022

Il consigliere regionale Cipolletti: «L’hanno comunicato al comitato che valuta l’impatto ambientale» L’atto blocca le autorizzazioni per plastificazioni di fili e pannelli e per la seconda vasca di zincatura

TORTORETO . Cresce l’allarme sul destino della Betanfence e dei suoi dipendenti. Ad amplificare i timori, già manifestati dai sindacati, sulla possibile depotenziamento del sito produttivo di Tortoreto dell’azienda che realizza materiali per recinzioni è il consigliere regionale del gruppo misto Marco Cipolletti.
«Con una comunicazione del 21/04/2022 inviata al comitato di coordinamento regionale per la valutazione d’impatto ambientale e recepita dalla Regione, il direttore di stabilimento ha rinunciato alle autorizzazioni per la plastificazione di fili e pannelli e alla seconda vasca di zincatura», fa sapere, «aspetti della produzione, questi, che rappresentano l’elemento qualificante dell’azienda e con autorizzazioni entrambe già approvate». Per Cipolletti si tratta di «una scelta, quindi, che risulta incomprensibile e di rifiuto a ogni ulteriore sviluppo futuro a meno che le reali intenzioni non siano altre». Il consigliere segnala che «il gruppo Carlyle – di cui Betafence fa parte – nelle varie operazioni di acquisizioni e cessioni in Europa si è dimostrato interessato solo a ristrutturazioni con riduzioni di personale e delocalizzazioni in Paesi dove il costo del lavoro risulta più basso per poi cedere e realizzare plusvalenze».
L’auspicio è che la stessa sorte non tocchi al sito teramano, «ma se la volontà della proprietà fosse quella di delocalizzare l’attività in Polonia e chiuderla in Italia, la verità deve essere comunicata ai lavoratori», evidenzia Cipolletti, a detta del quale «finora l'azienda non ha dato un chiaro messaggio di rinuncia al piano di trasferimento delle linee produttive in Polonia né di chiusura dello stabilimento di Tortoreto». Un primo incontro teso al chiarimento della situazione è stato tenuto mercoledì, con i vertici aziendali e con i dipendenti, dall’assessore regionale al Lavoro Pietro Quaresimale. «Convocherò il tavolo in Regione con società e sindacati per il 24 maggio», annuncia l’amministratore, «in modo da poter affrontare tutte le questioni aperte: faremo la nostra parte come giù successo nell’autunno del 2020 quando l’azienda era pronta alla delocalizzazione». (g.d.m.)
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