Betafence, la trattativa va al ministero

13 Agosto 2020

Sarà avviata ai primi di settembre al Mise: lo hanno assicurato a Marsilio il ministro Patuanelli e la sottosegretaria Todde

TORTORETO. La fiaccolata dei lavoratori della Betafence di Tortoreto ha svegliato la politica a Ferragosto: il tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo economico sarà calendarizzato subito e sarà attivato entro i primi di settembre. A darne notizia, ieri, è stato il presidente della Regione Marco Marsilio, con una nota diffusa poche ore dopo aver incontrato lavoratori e sindacati al presidio fisso davanti allo stabilimento della multinazionale delle recinzioni, su cui pende l’annuncio di chiusura entro fine anno da parte della proprietà controllata dal fondo americano Carlyle. «Dopo il colloquio telefonico di questa mattina (ieri, ndr) con il ministro Stefano Patuanelli e a seguito dell'incontro con i sindacati e le maestranze in presidio a Tortoreto», si legge in una nota della Regione, «nel primo pomeriggio il presidente Marsilio ha avuto un colloquio telefonico con il sottosegretario al Mise Alessandra Todde. Il sottosegretario ha assicurato al presidente che nelle prossime ore provvederà a formalizzare e calendarizzare il tavolo di crisi, che si riunirà tra fine mese e inizio di settembre. Entro Ferragosto, come richiesto dai sindacati e dalle Istituzioni del territorio, si conoscerà la data dell'incontro. Nel frattempo, l’assessore regionale al lavoro Piero Fioretti convocherà una riunione aperta a tutte le istituzioni del territorio per condividere un documento unitario. Oltre a Betafence, il colloquio ha investito anche la analoga crisi aziendale che riguarda la Yokohama di Ortona. Ministero e Regione assicurano la massima attenzione, collaborazione e sensibilità per una soluzione positiva delle vertenze». La presa di posizione di Marsilio e del Ministero spegne almeno per qualche ora le critiche dei lavoratori Betafence, che lamentavano l’assenza di riscontro da parte della politica a quasi due settimane dalla promessa di un documento unitario e di una convocazione al Mise. Dopo aver partecipato alla fiaccolata dei lavoratori sul lungomare di Tortoreto di martedì sera, anche il deputato del M5S Antonio Zennaro è tornato a parlare della questione, minacciando lo sciopero della fame: «La tempestività con cui il Governo affronterà la questione sarà determinante per il futuro dei 155 operai che, senza nessun segnale di preavviso, si sono ritrovati con una prospettiva di lavoro e di vita interrotta brutalmente. Si tratta di difendere il diritto al lavoro, siamo di fronte ad un’azienda sana e c'è in gioco il futuro di centinaia di famiglie». Secondo il parlamentare dei 5 Stelle «il Governo potrebbe salvare la fabbrica acquisendo il sito in dismissione e con una riconversione rilanciare l’azienda e salvaguardare l’occupazione. Ma prima di tutto occorre che il ministro Patuanelli individui un referente che sia in grado di seguire il dossier e velocizzare gli iter burocratici».
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