Bidelle part-time in scuole a 40 chilometri da casa

29 Febbraio 2020

Assegnate le sedi al personale che lunedì verrà assunto dallo Stato. I sindacati: «Bene per i 119 a tempo pieno, disagi per chi guadagnerà solo 500 euro»

TERAMO. Le bidelle che dal 2 marzo saranno ufficialmente dipendenti dello Stato hanno avuto l’assegnazione della sede di lavoro. È stata una giornata travagliata, quella di giovedì all'ufficio scolastico regionale, dove il personale in forza alle cooperative è stato convocato per l'individuazione della scuola. Il problema ha riguardato soprattutto le bidelle a cui sono toccati contratti part-time. E c’è stato chi, come previsto e denunciato da Filctem Cgil e Fisascat Cisl durante le proteste e i sit-in, dovrà affrontare lunghi viaggi giornalieri con uno stipendio che ammonta a circa 500 euro mensili.
In base alla posizione di graduatoria le lavoratrici hanno avuto una tipologia di contratto e l’assegnazione della sede scolastica. «Grazie alle nostre battaglie i contratti full time sono diventati 118 dalla cifra iniziale 89 e 115», esordisce Natascia Innamorati della Filcams Cgil che segue la vertenza insieme a Luca Di Polidoro della Fisacat Cisl, «le domande presentate sono state 241, di cui 239 accolte. I full time sono diventati 118 perchè abbiamo ottenuto che le rinunce che ci sono state venissero immediatamente riassegnate alle lavoratrici presenti, invece di essere messe in una riserva e assegnarle a una graduatoria nazionale».
Il problema è stato con i 121 part-time. «Sono persone che hanno dovuto combattere, decidere se era conveniente accettare o no. Giovedì è stata un’alternanza fra pianti e gioie, momenti emozionanti e scoraggianti», aggiunge Innamorati, «ci sono persone che da Teramo dovranno andare a Silvi o Martinsicuro. Persone che non guidano. E davanti a situazioni di scoramento si è denotata una grandissima unità fra le lavoratrici che si sono fatte forza fra loro. Noi abbiamo consigliato a tutte di firmare, c’è una sola rinuncia dettata dal fatto che la lavoratrice può andare in pensione con opzione donna. L’importante è che intanto conservino il posto: verrà applicato il contratto della scuola con tutti i diritti e doveri del caso. Dovranno stringere i denti. Ma la speranza è trasformare i part-time in full time, grazie ai posti che si liberano. E comunque c’è la possibilità di fare richiesta di trasferimento». La sindacalista sottolinea la disponibilità della commissione: «È venuta fuori la sensibilità da parte di tutta la commissione e in particolare della presidente Maria Cristina De Nicola».
I sindacati sottolineano che continua la trattativa per compensare la riduzione del reddito dei part-time. «Noi continueremo a fare richieste per trovare risposte occupazionali per chi non ha trovato posto e non è rientrato nella procedura, in provincia ne sono una ventina, e per chi ha subito riduzione del reddito», conclude Innamorati. I contratti saranno firmati lunedì 2 marzo.
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