Bim, D’Alonzo lascia: volevo concretezza, non mi hanno capito

TERAMO . Il presidente del Bim Giuseppe D’Alonzo si è dimesso: entro 60 giorni il consorzio tornerà al voto. Era una decisione nell’aria, dopo la mozione di sfiducia firmata da sindaci e delegati di...
TERAMO . Il presidente del Bim Giuseppe D’Alonzo si è dimesso: entro 60 giorni il consorzio tornerà al voto. Era una decisione nell’aria, dopo la mozione di sfiducia firmata da sindaci e delegati di 15 Comuni sui 26 che fanno parte dell’assemblea. Così, in una lettera firmata ieri il presidente restato in carica circa quattro mesi ha ufficializzato la scelta di farsi da parte, dopo le polemiche seguite ad alcuni suoi atti. La sua mossa ha di fatto impedito al rivale battuto alle ultime elezioni Marco Di Nicola, vice sindaco di Torricella, di prendere il suo posto con la votazione nell’assemblea di oggi che è stata per ovvi motivi revocata.
«Lascio la presidenza del Bim con la consapevolezza di aver fatto cose diverse da ciò che ci si aspettava, sapendo di non aver tradito mai la mia natura pur di evitare le critiche, convinto che l’uomo del fare non poteva limitarsi a sedere su una poltrona e non fare», scrive D’Alonzo, «ho vissuto la mia esperienza politica e i tanti ruoli di spessore che ho ricoperto con passione e disponibilità, basandomi essenzialmente su responsabilità, lealtà e concretezza, agendo sempre nell’interesse collettivo, senza tirarmi mai indietro di fronte a scelte per il bene dei territori, dei cittadini, cercando soluzioni e trovando risorse per concretizzare i progetti. Con questo spirito», prosegue, «ho affrontato anche l’incarico di presiedere il Consorzio Bim costituito da 26 Comuni, che è stato utilizzato come un bancomat negli anni passati, ma la mia idea era un’altra: pensavo a un ente più rapido, con una seria progettazione e pianificazione delle azioni strategiche, la centralità degli aspetti culturali, l’autorevolezza da conquistare sui tavoli nazionali, una comunicazione efficace e pianificata e un’ampia e condivisa partecipazione alle scelte. Probabilmente tutto ciò non è stato compreso».
Adele Di Feliciantonio

