Bim, Minosse eletto presidente Regge l’asse tra Ginoble e Gatti

Al sindaco di Cortino e segretario Pd 23 voti sui 28 rappresentanti dei Comuni presenti all’assemblea D’Alberto: «Si chiude nel modo peggiore un percorso iniziato con il Ruzzo e proseguito in Provincia»
TERAMO. L’asse Ginoble-Gatti, dopo il banco di prova del Ruzzo, regge anche al Bim dove ieri pomeriggio l’assemblea consortile ha eletto presidente il sindaco di Cortino Gabriele Minosse con 23 voti sui 28 rappresentanti dei comuni presenti. Quattro le schede bianche e un voto contrario. Grandi assenti, invece,e non a caso, Teramo, Castelli, Crognaleto, Mosciano e Basciano, mentre per Campli era presente solo uno dei due rappresentanti.
Un’elezione, quella di Minosse, rispetto la quale non si sono fatte attendere critiche al vetriolo da parte dell’esponente Dem Sandro Mariani, del sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo e del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, con quest’ultimo che ha puntato il dito contro un modo di considerare gli enti pubblici «come meri strumenti di spartizione di potere». D’Alberto ha parlato senza mezzi termini di un «percorso già pianificato e precostituito», chiedendosi che senso abbia, a questo punto, «l’esistenza stessa di un Bim se deve essere solo terreno di spartizioni politiche». Per il primo cittadino quanto accaduto ieri pomeriggio con l’elezione di Minosse darebbe ragione «a chi sostiene che il Bim deve essere sciolto» e chiuderebbe «nel modo peggiore un percorso iniziato con il Ruzzo e proseguito con la Provincia, con l’illusione ancora una volta di essere protagonisti di una vittoria senza rendersi conto di essere invece compartecipi di un modo di fare politica giunto ormai al capolinea».
Durissimo anche l’intervento di Mariani. «Sarò esplicito», ha dichiarato in una nota, «oggi Minosse, segretario provinciale del partito democratico teramano, è stato eletto a capo del Bim con i voti di Paolo Gatti. Non dirò altro di un segretario Pd che non ha nessun imbarazzo a depositare, dopo aver revocato il presidente in carica, una candidatura le cui firme a sostegno sono per i due terzi provenienti dal centro destra». Una vicenda che, anche per Mariani, sarebbe frutto di una mera spartizione di potere e del patto Gatti–Ginoble. «Si chiude così un cerchio, un disegno che vede come autori Ginoble e Gatti», ha continuato Mariani, «persone, personaggi politici, che dovrebbero avere idee e progetti diversi tra loro ma che, ormai da tempo, sono legati in un sodalizio finalizzato solo ed esclusivamente alla spartizione di potere e all’egemonia, a partire dalla nostra provincia, a discapito di tutti gli altri attori politici. Per conservare i propri avamposti, Paolo Gatti e Tommaso Ginoble hanno operato per anni una chirurgica spartizione: Teramo all’uno, Roseto all’altro». Sulla stessa linea il sindaco di Crognaleto D’Alonzo, per il quale «si registra ancora una volta una pagina triste per il nostro territorio e per i comuni delle aree interne: un gioco di poltrone e di potere ha infatti messo fine ad un percorso e una programmazione che aveva fatto e stava facendo bene nel territorio provinciale sostituendo Moreno Fieni con un segretario di partito, un sindaco, creando di fatto una situazione in evidente conflitto d’interessi, e facendolo con un’azione di forza, senza alcun confronto». Una vicenda alla luce della quale D’Alonzo si chiede «quale sia oggi il significato di una ulteriore permanenza all’interno del Bim». Polemiche che non sembrano scalfire Minosse, che rigetta anche le accuse di aver spaccato il partito. «I rapporti interni al Pd non c’entrano niente», ha commentato, «come sindaco ho fatte le mie valutazioni. Mariani sposta il tiro sulla segreteria provinciale per non parlare del fatto che non si è candidato con il Pd».
L’elezione di Minosse, ieri pomeriggio, è stata preceduta dalla convalida di tre nuovi rappresentanti all’interno dell’assemblea: la consigliera Adelina Lanci di Cortino e i sindaci di Valle Castellana e Rocca Santa Maria, Camillo D’Angelo e Lino Di Giuseppe. Nei prossimi giorni, invece, sarà nominato il nuovo direttivo.
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