Bimbo curato male, prosegue l’indagine La Asl sente tutto il personale di pediatria
Prosegue l'indagine sul caso del bambino di quasi tre anni ricoverato cinque giorni all'ospedale di Teramo con la diagnosi di gastroenterite e che poi è stato operato all'ospedale di Pescara per un'ap...
Prosegue l'indagine sul caso del bambino di quasi tre anni ricoverato cinque giorni all'ospedale di Teramo con la diagnosi di gastroenterite e che poi è stato operato all'ospedale di Pescara per un'appendice perforata. Il primario facente funzione della pediatria dell’ospedale di Teramo, Franco Di Lollo, ha rimesso alla Asl una relazione sull’accaduto. A questo punto è stato avviato il cosiddetto “audit”, svolto dall’unità operativa di gestione del rischio clinico. Il rischio clinico entra nei minimi particolari dell’evento oggetto dell’analisi, anche nella tempistica del vari passaggi. Nell’audit la Asl ascolterà tutto il personale che è venuto a contatto con il bambino. Sulla base delle situazioni che ha messo in evidenza il rischio clinico, si valuterà se nel percorso fatto dal piccolo paziente è stata corretta la procedura.
«Per fortuna parliamo di una situazione in cui il bambino sta bene. Ora dobbiamo vedere se anche noi avremmo potuto affrontare il problema diversamente», commenta la direttrice sanitaria della Asl, Maria Mattucci, «per noi come azienda è importante fare in modo, se il caso risulterà come narrato sulle pagine dei giornali (e pare che già ci siano delle differenze dalla ricostruzione fatta da Di Lollo, ndr), che non accada una seconda volta».

