Bimbo torna a camminare grazie a un film

13 Giugno 2021

Il caso di un ragazzino keniota nella pellicola di un regista di Silvi che ha raccolto fondi per le terapie

SILVI. «Il nostro sogno di vedere Barak tornare a camminare si sta realizzando, continueremo a batterci per questo raccogliendo fondi dovunque arriverà il nostro film, un invito all'inclusione e all'integrazione».
Il messaggio più profondo del docufilm “Under the Water” con la storia di Barak e dei suoi compagni di scuola nello slum di Korogocho (Kenya), ha portato nuova fortuna al suo autore, il giovane regista originario di Silvi Davide Lupinetti che dopo il primo premio nella sezione “Diversitá” come valore alla mostra del cinema di Venezia 2020 ha aggiunto altri riconoscimenti alla lista. Ultimo in ordine di tempo il 30 maggio scorso, primo premio nella sezione documentari al festival La Lanterna di Genova, settima edizione organizzata dal Cineclub Fotovideo. «Grazie alla generosità delle scuole elementari medie e superiori di Silvi, Pineto, Teramo, Città Sant'Angelo e Penne, dove il film è arrivato, Barak ha potuto finalmente cominciare le sue terapie e ora sta tornando a camminare. Un risvolto positivo su cui la giuria ha voluto riflettere nella serata di premiazione», racconta Lupinetti.
Barak è un ragazzino keniota di dieci anni affetto da disabilità motoria fortunatamente reversibile e vive a Korogocho, uno dei posti più poveri e inquinati del mondo.
A Nairobi dove Lupinetti con la sua piccola squadra – la casa di produzione abruzzese Storyrec composta da Marco Cordone fotoreporter, Pietro Albino Di Pasquale sceneggiatore, Vincenzo D'Eugenio al montaggio - si è recato per girare il docufilm fino a poco prima dello scoppio della pandemia da coronavirus.
In otto minuti nel film si racconta una giornata tipo in uno degli slum più poveri del terzo mondo. Nel docufilm l'ambiente precario e la discarica di Dandora che sorge proprio alle porte dello slum di Korogocho fanno da sfondo alla storia di Barak. «Dal Kenya», aggiunge e conclude il regista Lupinetti, «riceviamo ogni mese foto e video report dei progressi fatti da Barak. Non cammina ancora perfettamente ma già in due mesi le terapie mostrano i progressi che sta facendo grazie al cuore grande di tutti gli abruzzesi».
Jolanda Ferrara
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