Biometano estratto dall’organico: l’impianto operativo entro l’anno

26 Gennaio 2022

Mosciano, prende corpo la struttura che sfrutterà il pattume con due silos alti 10 metri e larghi 24 L’investimento da 23 milioni di euro punta a creare 15 posti di lavoro e indotto per l’economia locale

MOSCIANO . Il primo impianto di biometano della regione prende forma a Mosciano ed entro l’anno sarà pronto. L’insediamento si sta sviluppando nella zona industriale da parte della Ctip Blu srl, con un investimento da circa 23 milioni di euro che avrà riflessi significativi per l’economia teramana.
Per la realizzazione del biodigestore l’azienda ha scelto di ricorrere in larga parte a maestranze e imprese del territorio provinciale. Successivamente, nella fase operativa, la Ctip Blu occuperà circa 15 persone, numero che potrebbe raddoppiare con l’indotto. L’impianto sta sorgendo su un’area di 25mila metri quadrati, poco distante dalla Teramo-Mare. Proprio dalla superstrada è possibile scorgere la sagoma in costruzione dei due digestori principali: grandi silos in cemento armato, con un diametri di 24 metri e un’altezza di 10. Rappresentano il cuore della struttura che tratterà annualmente 40mila tonnellate di rifiuti organici. Oltre a questi saranno conferite anche ottomila tonnellate di sfalci e potature. Il biodigestore, grazie ai processi programmati, trasformerà i rifiuti organici in energia rinnovabile, sotto forma di biometano e compost. Quest’ultimo potrà essere impiegato in agricoltura, riducendo così il ricorso a sostanze chimiche.
Il gas naturale verrà immesso nella rete di distribuzione e sarà destinato al mercato dell’autotrazione. Secondo l’azienda il progetto «è ispirato agli standard di sostenibilità ambientale e totalmente rispondente ai principi dell’economia circolare e che rappresenta un tassello importante nel ciclo integrato dei rifiuti in Abruzzo e nella provincia di Teramo che da anni soffre per la chiusura dei conferimenti al Cirsu per via delle travagliate vicende giudiziarie ancora in via di definizione». Nella provincia di Teramo, tra le più virtuose in regione, la raccolta differenziata si attesta attorno al 70%. Sono raccolte circa 47mila tonnellate annue di rifiuto organico, ma nulla viene trattato sul territorio per l’assenza di adeguati impianti. Entro il 2022 il territorio teramano avrà, dunque, un biodigestore per trattare la frazione organica del rifiuto solido urbano. Secondo Ctip Blu sarà garantito ai cittadini un servizio di maggiore efficienza, economicità e sostenibilità ambientale rispetto all’attuale conferimento fuori regione in impianti che distano a volte anche centinaia di chilometri.
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