«Bisogna realizzare un edificio jolly»

11 Settembre 2021

TERAMO. La presidente del comitato “Genitori per le scuole sicure” nato dopo il sisma 2016, Leda Ragas, in un resoconto dell’attività annuale pubblicato sul blog “Iduepunti”, parla di un anno, il...

TERAMO. La presidente del comitato “Genitori per le scuole sicure” nato dopo il sisma 2016, Leda Ragas, in un resoconto dell’attività annuale pubblicato sul blog “Iduepunti”, parla di un anno, il 2021, «leggermente più animato ma pieno zeppo di perplessità e domande».
Ragas promuove l’attività della Provincia, scrivendo: «Sia la passata amministrazione che la presente hanno programmato, progettato, aperto e chiuso cantieri. Ora si stanno occupando della questione Ipsia, e speriamo che la soluzione giunga presto e porti a quella definitiva. Ben venga il lavoro assiduo, continuativo e programmato». Quanto invece al Comune, i toni restano critici come sono stati fin dalla creazione del comitato. Ragas premette che «tre anni fa, appena insediata l’attuale giunta, noi del comitato stilammo personalmente la lunga lista di richieste, bisogni e manutenzioni da fare. Gran parte delle cose fatte in questi mesi era in quella lista, la lista delle manutenzioni e degli interventi da fare. Dovuti. Necessari. Il Comune ha il dovere di farlo, e malgrado il tempo perso, ben vengano le manutenzioni. Ma perché mai chiamarli miglioramenti?».
Il comitato “Scuole sicure” continua: «Si parla di cantieri nel 2022 per miglioramenti. Che tipo di miglioramenti? Altra manutenzione? A questo punto lo speriamo perché le scuole vanno rese sicure e per farlo serve o la ricostruzione o l’adeguamento, non il miglioramento sismico. E a che punto sono le progettazioni? Che tipo di progettazioni sono? Per quali scuole? Con che programmazione si è proceduto alla scelta? Si è, finalmente, partecipato ai bandi? Ma sopratutto la scuola jolly necessaria allo spostamento degli alunni delle scuole interessate dai lavori (perché si parla di più scuole) dove sarà? Come sarà? Saranno Musp? Perché in tre anni non si è trovato un sito adatto ad ospitare un nuovo polo scolastico, magari modulare, come quello che sarebbe dovuto sorgere lungo il lungofiume? Ecco», conclude la presidente Ragas, «questa sarebbe la soluzione definitiva, un nuovo polo scolastico che servirebbe inizialmente come scuola jolly, e che diverrebbe poi la scuola della zona dove è costruito».