Bizzarri: a Roseto il calcio è penalizzato rispetto al basket

22 Aprile 2016

L’ex bomber accusa: «Non c’è un impianto degno, serve almeno un campo in sintetico per far giocare i giovani»

ROSETO. «I ragazzi di Roseto che vogliono giocare al calcio non hanno le stesse opportunità dei coetanei che invece preferiscono il basket». È l’amara riflessione del rosetano Mino Bizzarri, ex attaccante in serie A, B e C, il cui curriculum calcistico è di tutto rispetto: 24 anni e oltre 500 partite da professionista con varie classifiche di capocannoniere al proprio attivo. Rientrato a Roseto, ha messo a disposizione la sua esperienza dei giovani locali allenando una squadra nella categoria Allievi. Dito puntato contro le condizioni dei campi di calcio, giudicati poco curati da parte delle istituzioni e non adatti alle esigenze dei giovani. «A Roseto non c’è un impianto che possa definirsi tale», è lo sfogo di Bizzarri, «il terreno del Patrizi è letteralmente disastrato e diventa una palude dopo un acquazzone; il campo di Santa Lucia non dispone di un impianto di irrigazione, pertanto i ragazzi devono giocare sommersi dalla polvere. Lo stesso stadio Fonte dell’Olmo si trova in uno stato di degrado così come il terreno di gioco che al contrario era curato alla perfezione fino a quando Gino Iachini era il presidente della società calcistica Rosetana».

Una critica spietata, fatta da un professionista che ha calcato i campi di mezza Europa, quindi in grado di fare paragoni. «Non voglio neppure soffermarmi a parlare di spogliatoi e tribune perché sarebbe come sparare sulla Croce rossa», continua Bizzarri, «dico solo che l’unica soluzione percorribile per dare una possibilità ai giovani che amano il calcio di tentare di farsi strada in questo sport è quella di realizzare almeno un campo in erba sintetica, come avviene nella stragrande maggioranza delle città italiane, anche molto più piccole di Roseto».

Oltre ai problemi legati alle cattive condizioni dei terreni di gioco, nessuno degli impianti di calcio presenti sul territorio comunale è omologato per ospitare il pubblico durante le gare ufficiali, tanto che il sindaco è costretto a emanare un’apposita ordinanza tutte le volte che le squadre rosetane giocano in casa. «Al Santa Lucia mancano da mesi delle lampadine dell’impianto di illuminazione esterno e nessuno si preoccupa di sostituirle», dice ancora Bizzarri, «mi chiedo se accadrebbe la stessa cosa se un inconveniente simile si verificasse al PalaMaggetti, tempio del basket rosetano. A questo punto sarebbe più onesto decidere di eliminare definitivamente tutti i campi di calcio, magari realizzando al loro posto tanti parcheggi o nuove palazzine, in modo che i giovani rosetani non avranno più bisogno di scegliere quale sport praticare, buttandosi tutti verso la palla a spicchi».

Federico Centola

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