Blackout, crisi idrica e abusivi penalizzano ristoranti e bar

Martinsicuro, l’appello di de Antoniis che ha appena aperto sul lungomare: «Subito interventi o non ci sarà rilancio»
MARTINSICURO. Bar e ristoranti sul lungomare di Martinsicuro stretti nella morsa della carenza d’acqua, dell’illuminazione a singhiozzo e dell’imponente presenza di venditori abusivi. Ed ecco che gli investimenti privati per il rilancio di Martinsicuro rischiano di essere vanificati.
Da qui l’appello al Comune di un giovane ristoratore di successo, che da poco ha aperto un ristorante sul lungomare. «Ho fatto un investimento professionale e personale su Martinsicuro, è una comunità giovane e piena di potenzialità», esordisce Alessandro de Antoniis, titolare del ristorante Cipria di Mare, «l’ambiente costiero è molto bello e ha peculiarità rispetto ad altre cittadine di mare. Ho letto delle difficoltà con il nuovo gestore della pubblica illuminazione e della crisi idrica ma questi non sono problemi che possono essere risolti fra qualche settimana: abbiamo bisogno ora di quelli che sono servizi primari per tutti e che sono i pilastri delle attività legate al turismo».
Servono dunque interventi immediati, per salvare quel che resta dell’estate. L’acqua ha cominciato a scarseggiare i primi di agosto, ci sono esercizi commerciali che hanno dovuto chiudere per qualche giorno. Le attività più danneggiate quelle legate al turismo, dagli alberghi ai campeggi, dai ristoranti ai bar. E poi l’illuminazione pubblica: sul lungomare, dalla rotonda al molo, la luce funziona ad intermittenza: dall’8 al 12 agosto c’è il primo totale black-out; il secondo a Ferragosto e il terzo il 22.
Il lungomare al buio ha favorito l’incremento della presenza di venditori abusivi davanti alle attività, le uniche con la luce. A Martinsicuro la loro presenza è imponente e rappresenta un vero problema per gli esercizi commerciali, anche perchè scoraggia il passeggio. A complicare le cose un manufatto incompiuto, una palazzina di tre piani proprio fronte mare anche questa fra la rotonda e il molo, zona vietata alle auto e, quindi, in teoria, ambiente ideale per passeggiate; una struttura che deturpa il decoro del lungomare e che è diventata il rifugio di tanti abusivi.
«E’ in gioco», incalza de Antoniis, « l’immagine di Martinsicuro, il suo rilancio, la possibilità di pianificare attività a medio e lungo termine. Con le nostre attività siamo tenuti a rispettare le regole e siamo continuamente controllati ma abbiamo bisogno di sentire che chi amministra è al nostro fianco e ci salvaguarda, e affronta con determinazione problemi che, evidentemente, si trascinano da tempo. Martinsicuro deve investire su una nuova stagione, è il caso di dirlo, e siamo in tanti a voler contribuire con impegno e proposte».
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