Bonifica ex Saig, tutti assolti: per i giudici il fatto non sussiste

A giudizio erano finiti i dirigenti comunali Mastropietro, Pirocchi e Iaconi e il commercialista Fraticelli La Procura contestava il rifiuto d’atti d’ufficio e la violazione di alcune normative ambientali
GIULIANOVA. Quattro anni di udienze, decine di testi, corpose consulenze: è una sentenza di assoluzione con la formula più ampia del fatto non sussiste che in primo grado chiude il processo per la bonifica dell’area ex Saig di Giulianova. A giudizio erano finiti l’allora dirigente comunale Maria Angela Mastropietro (attualmente sospesa in seguito al coinvolgimento nell’inchiesta Castrum su un presunto giro di tangenti e appalti e per cui di recente c’è stata la conferma in appello con condanna ridotta da cinque anni a quattro), i dirigenti comunali Corinto Pirocchi e Valeria Iaconi, il commercialista Marco Fraticelli nella sua veste di amministratore unico della società Progetti Abruzzesi, all’epoca dei fatti proprietaria del sito.
I fatti contestati si riferivano a un periodo compreso tra il 2015 e il 2016. I dirigenti comunali erano accusati di rifiuto d’atti d’ufficio, mentre all’amministratore veniva contestata la violazione di normative ambientali previste dal decreto legislativo numero 152 del 2006. In particolare, si legge nel capo d’imputazione, «non ottemperava all’ordinanza con cui il Comune di Giulianova aveva prescritto (tra l’altro) di provvedere con urgenza, e comunque entro trenta giorni, dalla notifica del provvedimento, allo smaltimento delle ceneri di borlanda presenti all’interno della vasca in terra». Il caso, finito all’epoca nell’inchiesta del pm Silvia Scamurra, è quello della bonifica dell’ex Saig di Colleranesco, argomento che per anni è stato al centro di polemiche ed esposti. Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura i dirigenti non avrebbero adottato i necessari provvedimenti per far rispettare l’ordinanza emessa per la bonifica. Così si legge nel capo d’imputazione per quanto riguarda il dirigente Mastropietro all’epoca dei fatti dirigente del settore ambiente: «Avendo adottato l’ordinanza nei confronti della società Progetti Abruzzesi (proprietaria dell’area) con la quale si ordinava di trasmettere al Comune di Giulianova, all’Arta, alla Asl, alla Provincia e al servizio gestione rigiuti della Regione il cronoprogramma delle attività, con urgenza e comunque entro trenta giorni; di provvedere nel medesimo termine allo smaltimento delle ceneri di borlanda e avendo constatato una perdurante inottemperanza al suddetto provvedimento essendo l’amministrazione comunale tenuta all’esecuzione d’ufficio non adottava i necessari provvedimenti sostitutivi ancorchè improcastinabili per ragioni di igiene e sicurezza pubblica». Stessa ipotesi veniva contestata a Pirocchi, mentre per la Iaconi il pm scrive «non avviava l’iter amministrativo necessario per il suddetto intervento sostitutivo». Accuse, quelle della Procura, che evidentemente non hanno retto nel corso dell’istruttoria davanti al collegio presieduto dal giudice Francesco Ferretti (a latere Mariangela Mastro e Enrico Pompei). Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Gennaro Lettieri, Guglielmo Marconi e Lino Nisii.(d.p.)
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