Borsacchio, il sì degli agricoltori: «Qui non si poteva fare nulla»

4 Gennaio 2024

I fratelli Del Sordo concordano sulla riduzione del perimetro: «Per 18 anni investimenti bloccati» Tre esponenti di opposizione chiedono di tenere già domani il consiglio comunale straordinario

ROSETO. «Per 18 anni noi, come tanti altri, non abbiamo potuto fare nulla a causa della mancata gestione di questa riserva, e ora sinceramente siamo soddisfatti di questa riduzione». C’è una voce a favore dell’emendamento approvato dal consiglio regionale sul taglio della riserva del Borsacchio, ed è quella di Ercole e Alfonso Del Sordo, due agricoltori che risiedono sulle colline colognesi, fino a pochi giorni fa incluse all’interno della riserva. «All’improvviso, senza sapere nulla», precisano i due, «nel 2005 ci siamo ritrovati in zona riserva. Volevamo fare degli investimenti grazie all’acquisizione di altri terreni qui in zona, ma da quando c’è la riserva tutto si è bloccato. Noi per 18 anni non ci siamo potuti muovere. È giusto questo?». Ercole Del Sordo, che alcuni anni fa era anche un attivista del Partito democratico, ma poi per diverse ragioni ha lasciato la politica, racconta anche che molti residenti e agricoltori non hanno potuto né vendere né ristrutturare le proprie abitazioni. «C’è chi voleva costruire appartamenti per i propri figli, chi avrebbe voluto vendere», continua Del Sordo, «ma, a causa dei vincoli della riserva, non si è potuto fare nulla. Vorrei precisare che noi siamo a favore della riserva del Borsacchio, ma sul tratto costiero, così come deciso in Regione. Il problema vero è stato la mancanza di un piano di assetto naturalistico che, di fatto, non ha mai fatto partire questa riserva, a differenza di ciò che è accaduto altrove».
E in attesa di approvazione del Pan erano anche i consiglieri comunali rosetani Rosaria Ciancaione, Teresa Ginoble e Sabatino Di Girolamo, anch’essi sorpresi dall’emendamento approvato in consiglio regionale. «Un fine anno davvero amaro per noi rosetani ma anche una reazione immediata da parte delle associazioni ambientaliste e anche dell’amministrazione comunale», dicono i tre consiglieri, «che sembrava voler convocare già dal giorno dopo un consiglio straordinario urgente che, purtroppo, non è ancora arrivato. Non possiamo aspettare lunedì 8 per stabilire una data in cui fare il consiglio comunale straordinario ma dobbiamo agire subito, e così abbiamo richiesto un consiglio straordinario urgente da tenersi venerdì (domani, ndc)». Nella proposta di delibera depositata dai tre consiglieri si precisa che non s’intende procedere ad alcuna riperimetrazione della riserva rispetto a quella deliberata dal consiglio comunale nel 2011, e si chiede alla Regione di completare l’esame delle osservazioni al Pan. «Si stabilisce inoltre di trasmettere la delibera alla presidenza del Consiglio dei ministri», concludono i tre, «affinché il Governo promuova la questione di legittimità costituzionale per la disapplicazione della parte della legge regionale riferita alla riserva in palese contrasto con la Costituzione».
Sul taglio della riserva del Borsacchio interviene anche l’associazione Mountain Wilderness Abruzzo. «Esprimiamo perplessità sulle modalità seguite dal consiglio regionale per riperimetrare la riserva», scrive l’associazione nella nota firmata dal presidente Massimo Tudini, «non appaiono, infatti, coerenti con quanto previsto dalla legge regionale 38/1996, essendo mancata una precisa istruttoria in ordine agli eventuali mutamenti sopravvenuti sulla naturalità dell'area che ne avrebbero causato un così consistente ridimensionamento. Comunque questa vicenda può essere l'occasione per aprire un serio percorso di revisione degli strumenti regolatori del sistema delle aree protette regionali abruzzesi».
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