Botte al Gattopardo Chiesto il processo per cinque buttafuori

28 Dicembre 2017

L’inchiesta dopo la denuncia dei dipendenti del Des Artistes A febbraio l’udienza preliminare davanti al giudice

ALBA ADRIATICA. Un anno dopo i fatti, la Procura mette un primo punto fermo nell’inchiesta aperta su una presunta aggressione nella discoteca Il Gattopardo denunciata all’epoca da un gruppo di dipendenti del Des Artistes, conosciutissimo locale teramano. Il pm Silvia Scamurra ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque buttafuori che all’epoca dei fatti erano in servizio nel locale di Alba Adriatica ipotizzando a carico di tutti il reato di lesioni.
Ora sarà il gup Mauro Pacifico, nell’udienza di febbraio, a decidere se mandare tutti a processo o disporre il non luogo a procedere. Le parti lese sono sette e sono tutte assistite dall’avvocato Arcangela Tardio.
I fatti risalgono all’agosto del 2016: in una dettagliata denuncia presentata all’epoca ai carabinieri dipendenti e titolari del locale raccontarono di essere stati aggrediti e picchiati dai buttafuori nella discoteca in cui si erano ritrovati per trascorrere una serata insieme. Giovani donne e giovani uomini che scrissero di essere stati aggrediti intorno alle 5 del mattino dagli addetti alla sicurezza. Secondo i denuncianti senza un apparente motivo.
Dopo i fatti tutti si fecero refertare al pronto soccorso dell’ospedale riportando prognosi fino a quindici giorni. Le cronache di quei giorni raccontarono che un primo intervento dei carabinieri nel locale c’era stato all’alba con i militari chiamati proprio da alcune persone che già in quell’occasione avevano raccontato di essere state aggredite e picchiate da alcuni buttafuori.
Dopo la denuncia le indagini scattarono immediatamente, anche con l’acquisizione delle immagini catturate dal servizio di videosorveglianza. Tutti i referti medici allegati alle denunce fecero riferimento a lesioni su gambe, braccia e volti conseguenza di aggressioni. «E certamente nessuno di noi poteva immaginare che una serata in un locale potesse finire in questo modo», raccontarono all’epoca alcuni dei coinvolti, «noi siamo tutte persone tranquille e corrette che svolgono un lavoro a contatto con le persone e che quindi sanno come comportarsi. Mai e poi mai avremmo pensato ad un epilogo di questo genere per una serata che era trascorsa in allegria». Oltre alla richiesta di rinvio a giudizio per i cinque, il sostituto procuratore ha fatto anche una richiesta di archiviazione per un altro indagato. Su entrambe le richieste ora la parola passa al giudice che dovrà pronunciarsi. Qualora la richiesta di processo dovesse essere accolta tutti i denuncianti si costituiranno parte civile.(d.p.)
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