Botte alla moglie davanti ai figli: «Se non te ne vai ti ammazzo»

Operaio di 40 anni rinviato a giudizio, la donna e i bambini sono stati ospitati in una casa protetta L’uomo è accusato di averla maltrattata più volte e poi minacciata brandendo un coltello
ALBA ADRIATICA. È un’altra dolente cronaca di maltrattamenti familiari quella che prende forma in un fascicolo giudiziario con un uomo finito a processo per aver vessato, picchiato e minacciato di morte la moglie davanti ai due figlioletti di pochi anni. Un quarantenne di Alba Adriatica è stato rinviato a giudizio dal gup Roberto Veneziano e a novembre è fissata la prima udienza del processo davanti al tribunale in composizione monocratica.
Secondo le accuse della Procura, tutte da dimostrare nel corso del processo, l'uomo in più occasioni avrebbe minacciato e picchiato la donna sua coetanea anche davanti ai bambini. Violenze che sarebbero avvenute sia all'interno dell'abitazione e sia all'esterno, in particolare quando la donna era in compagnia di alcuni familiari. Per questo, sostiene la pubblica accusa, la donna più volte sarebbe stata costretta a lasciare l'abitazione con i figli.
Successivamente tra i due ci sarebbero stati dei tentativi di riconciliazione tutti naufragati, secondo la ricostruzione della Procura, per la violenza dell'uomo.
Quando la donna è tornata, infatti, sarebbero riprese botte e minacce di morte di vario genere con la donna che per un periodo è stata ospitata in una casa protetta. In particolare la pubblica accusa sottolinea un episodio una che sarebbe avvenuto l’anno scorso. In quell'occasione l'uomo con un coltello in mano avrebbe gridato alla donna: «Se non tene vai ti uccido».
Successivamente, sempre secondo l'accusa, l'avrebbe percossa più volte sempre davanti ai due bambini. Episodi, quest'ultimo, che avrebbero innescato la decisione definitiva della donna di lasciare l'abitazione dell'uomo portando con sè i bambini. Successivamente la donna ha sporto denuncia nei confronti dell'uomo che ora è stato rinviato a giudizio. Il quarantenne ha sempre negato ogni addebito, sostenendo di non aver mai picchiato o minacciato la consorte. Nel corso del processo le accuse dovranno essere provate.
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