Botte alla nonna, nipote finisce a giudizio

L’uomo accusato anche di essere più volte entrato nell’abitazione della donna contro la sua volontà
TERAMO. È con l’accusa di aver maltratto e picchiato la nonna di 80 anni che un 30enne teramano è finito a processo con la scelta del rito abbreviato che si svolgerà a maggio dopo l’udienza preliminare tenuta ieri davanti al gup Roberto Veneziano.
L’uomo, oltre che di maltrattamenti, è accusato anche di violazione di domicilio perché, sempre secondo la contestazione della Procura, in più occasioni si sarebbe introdotto nell’abitazione della donna forzando la porta d’ingresso. Secondo l’accusa per mesi avrebbe vessato l’anziana rivolgendole richieste di soldi con minacce di questo genere: «Voglio i soldi all’infinito, altrimenti vi ammazzo a tutti, tutta la famiglia».
In un caso, si legge nel capo d’imputazione, «dopo aver forzato la porta d’ingresso dell’abitazione posta sul retro dell’abitazione, vi si introduceva e danneggiava la mobilia capovolgendo un tavolo con il piano di marmo, gettando a terra un televisore, frantumando il coperchio del piano cottura e bucando la porta del salone). In una occasione, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, l’avrebbe colpita con uno schiaffo al volto mandandola in ospedale.
Oltre all’accusa di maltrattamenti, inoltre, all’uomo viene contestata anche quella di violazione di domicilio. A rivolgersi ai carabinieri sono stati alcuni familiari dopo aver ricevuto le richieste di aiuto della nonna ormai stanca dei continui maltrattamenti da parte dell’uomo. Da qui la presentazione della denuncia, le indagini con la raccolta di varie testimonianze e successivamente la segnalazione in Procura con la chiusura delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm titolare del fascicolo.(d.p.)
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