Braccio a mare del porticciolo: i lavori sono bloccati da sei mesi

7 Ottobre 2022

Con le ultime mareggiate gli scogli già posizionati si sono sfaldati e i pescatori hanno dato l’allarme Per far ripartire il cantiere si attende una perizia di variante, ma con l’inverno la ripresa è a rischio 

ROSETO. Da circa sei mesi i lavori per la realizzazione del braccio a mare al porto di Roseto sono fermi e per la seconda estate consecutiva dunque si è persa l'occasione di concludere l'intervento. Già a luglio scorso alcuni diportisti e pescatori avevano segnalato il cantiere bloccato e i problemi per gli scogli già posizionati che, con le mareggiate, si sono sfaldati.
Il consigliere provinciale Lanfranco Cardinale, nell’occasione, assicurò che i lavori sarebbero ripartiti a breve, ma ad oggi la ruspa è ancora ferma e i cancelli sono chiusi. Cardinale e il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, contattati al telefono, non hanno risposto. Secondo alcune voci sembra debba essere approvata una perizia di variante, altrimenti i lavori non potranno ripartire. Il tempo però passa e si va verso la stagione invernale. Periodo in cui, con il mare grosso, sarà difficile lavorare. L’intervento per realizzare il braccio a mare, finanziato con un milione e 700mila euro e affidato alla ditta “Costruzioni generali Xodo” di Rovigo, è partito a febbraio 2021 e a luglio 2021 il braccio arrivava quasi all’imboccatura del porto, ma poi i lavori si sono fermati. A dicembre 2021 sono ricominciati fino a fermarsi completamente ad aprile di quest’anno.
C’è poi un altro problema serio che riguarda il porticciolo di Roseto, ovvero i lavori per gli argini alla foce del fiume Vomano, attesi da circa 20 anni. Nel 2000, infatti, la Provincia stanziò un finanziamento di 15 miliardi e mezzo delle vecchie lire per lavori urgenti sugli argini del fiume Vomano, a monte e a valle. Nel 2001, per l’effetto del cambio in euro, si tramutarono in 7 milioni 800mila euro circa, di cui 5 milioni e 600mila euro netti per coprire tutti i lavori. Di questi 2 milioni e 400mila euro erano destinati a due interventi a monte, dalla ferrovia verso ovest, mentre 3 milioni e 200mila euro per i lavori a valle, dalla ferrovia alla foce del Vomano: entrambi gli interventi sarebbero dovuti partire nel 2005, ma qualcosa andò storto. Ci furono infatti problemi con la prima ditta aggiudicataria dell’appalto e i lavori se li aggiudicò la seconda in graduatoria, ma si arrivò nel 2010. A valle i lavori non potevano iniziare perché c’era l’area Baroni che bloccava il tutto e allora iniziarono a fare i lavori a monte dove, invece dei 2 milioni 400mila euro previsti venne speso quasi il doppio. Oggi, purtroppo, non è rimasto neanche un euro per gli argini a Roseto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA