Bracco ignora le smentite: «Più tumori nel Teramano»

15 Maggio 2018

TERAMO. «Lungi da me la volontà di dare concretezza al concetto di allarmismo, non posso però non far notare come oramai siano sempre più numerose le fonti autorevoli che veicolano il medesimo...

TERAMO. «Lungi da me la volontà di dare concretezza al concetto di allarmismo, non posso però non far notare come oramai siano sempre più numerose le fonti autorevoli che veicolano il medesimo messaggio ossia che nel Teramano le patologie tumorali stiano prendendo sempre più piede. Ciononostante, al riguardo, lo scorso anno non è stato pubblicato alcun report da parte dell'Agenzia sanitaria regionale. Circostanza gravissima dinanzi alla quale bisogna quanto prima porre rimedio». È categorica la presa di posizione del consigliere di Sinistra Italiana Leandro Bracco e che riguarda una tematica assai delicata che negli ultimi tempi sta preoccupando soprattutto gli abitanti che vivono nella provincia di Teramo.
«Le recenti affermazioni di Elso Castelli (medico di base e responsabile del comitato Azione popolare di Teramo) circa il boom di tumori nei 47 Comuni che costituiscono il Teramano», afferma l'esponente Si, «non possono e non devono cadere nel vuoto. Preoccupazioni sulle quali è intervenuta anche l'Associazione per la difesa dei consumatori “Robin Hood” la quale ha chiesto che si faccia chiarezza il prima possibile».
«Il comitato in questione», prosegue Bracco, «parla di rischi per la salute provocati dal non ottimale funzionamento dei depuratori gestiti dalla Ruzzo Reti e dalla presenza dei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso».
In estrema sintesi Castelli, in un’intervista all’emittente televisiva Teleponte, ha affermato prima che si parla di un 15-20% di aumento dell’incidenza nelle vicinanze dei Laboratori. Poi ha affermato che in occasione dei temporale i depuratori, in sovraccarico, sverserebbero il loro contenuti, quindi liquami, nei fiumi. Entrambe le affermazioni sono state smentite seccamente dalla Asl che ricorda come in Abruzzo non ci sia un registro tumori nè ci sia uno studio nelle zone del Laboratorio. E poi ricorda che l’Arta ogni giorno esegue analisi sull’acqua in uscita dai depuratori e non sono emersi fati irregolari. Su quest’ultimo punto la smentita è arrivata anche dal Ruzzo.