Brucchi: manovre politiche sulla Fondazione Tercas

18 Ottobre 2019

L’ex sindaco condivide le preoccupazioni di D’Alberto sul futuro dell’ente Il patto Tancredi-Gatti per destituire la presidente Salvatore sarebbe «gravissimo»

TERAMO. Non una «difesa d’ufficio» ma un grido di allarme e ancor di più un atto di accusa nei confronti di sotterfugi politici. Si riassume in questi passaggi chiave la presa di posizione dell’ex sindaco Maurizio Brucchi contro la manovra in corso per sfiduciare la presidente della Fondazione Tercas Enrica Salvatore. La sua difesa, precisa l’ex primo cittadino, non è necessaria. «Non ha commesso alcun reato», osserva, «anzi, le avrebbe fatto un plauso per l’attività svolta». In pericolo, secondo Brucchi, più che la presidente è l’istituzione che lei rappresenta. «La Fondazione Tercas ha sempre svolto un ruolo importante e fondamentale per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio», ricorda, «sostenendo iniziative volte sempre all’interesse comune, senza mai essere autoreferenziale, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni». Brucchi, dunque, non va tanto per il sottile citando l’iniziativa «di alcuni politici cittadini» che avrebbero organizzato incontri con rappresentanti del consiglio di indirizzo della Fondazione per mettere in fuori gioco Salvatore.
Brucchi non fa nomi ma si riferisce alle indiscrezioni secondo cui dietro il tentativo di destituzione della presidente ci sarebbe un accordo tra l’ex deputato Paolo Tancredi e l’ex consigliere regionale Paolo Gatti. «Un atto gravissimo, una barbarie politica» lo definisce l’ex sindaco che richiama la fine anticipata del suo mandato causata dalle dimissioni di una parte dell’allora maggioranza. «Le conseguenze di quegli eventi sono note a tutti, eventi che hanno cancellato una intera classe politica di centrodestra», afferma, «aprendo le porte del governo della città al centrosinistra». In questo caso, però, Brucchi si dice concorde con il suo successore e avversario in consiglio comunale Gianguido D’Alberto che ha richiamato i principi di autonomia e indipendenza gestionale della fondazione. «Sono altrettanto d’accordo», insiste l’ex primo cittadino, «con la sua preoccupazione sugli effetti che condizionamenti politici possano avere sull’istituzione stessa». Brucchi confida nel buon senso dei sindaci di Atri e Nereto e del presidente della Provincia. «Sono certo che non staranno a questo gioco», osserva, «cosi come sono altrettanto certo che i rappresentanti da loro nominati in seno al consiglio di indirizzo sapranno svolgere il proprio ruolo con serietà, con dignità e in piena autonomia». La Fondazione Tercas resta l’unico sostengo per il territorio e le amministrazioni locali. «Un presidente si può anche cambiare ma ci vogliono le giuste motivazioni, bisogna seguire un percorso virtuoso», conclude Brucchi, «certamente non lo si può fare per mero capriccio».
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