Bucci, l’ideatore dell’Abruzzese fuori sede «Ho scelto di restare da solo a Bologna»

3 Aprile 2020

L’Abruzzese fuori sede, pseudonimo di Gino Bucci (nella foto), ideatore della seguitissima pagina Facebook, coerentemente con l'appellativo con il quale è ormai famoso in tutto l’Abruzzo sceglie di...

L’Abruzzese fuori sede, pseudonimo di Gino Bucci (nella foto), ideatore della seguitissima pagina Facebook, coerentemente con l'appellativo con il quale è ormai famoso in tutto l’Abruzzo sceglie di trascorrere questo periodo di emergenza a Bologna, città dove frequenta la facoltà di Lettere. «La mia è una decisione dettata dal senso di responsabilità nei confronti soprattutto dei miei cari che vivono a Martinsicuro», dice Bucci, «sono tornato a fine febbraio a Bologna, dove avrei dovuto frequentare un tirocinio che però a causa dell’emergenza è saltato, e ci sono rimasto, da solo, senza la mia fidanzata-coinquilina che è tornata a casa dai familiari prima del lockdown generale. Stare da solo non mi dispiace, utilizzo il mio tempo per studiare, soprattutto latino, in prossimità di un esame davvero ostico che dovrò superare: io sono rimasto a “rosa rosae”, capisci per me la difficoltà». L’Abruzzese fuori sede non ha perso il suo spiccato sense of humor e continua ad aggiornare costantemente la propria pagina, sia con aneddoti e curiosità legate all’Abruzzo sia con bizzarri esperimenti culinari. «Sono negato per la cucina, ogni tanto c’è mia madre che su whatsapp mi fa da tutor, ma con scarsissimi risultati da parte mia. In verità pubblico queste frivolezze per farmi prendere in giro», continua Bucci, «con l’intenzione di strappare una risata, e per sentirmi solidale con i tanti abruzzesi che sono nella mia stessa situazione, costretti lontani dalle proprie famiglie perché bloccati dall’emergenza coronavirus. Non mi sento affatto un influencer, è un termine che non mi si addice: pubblico tutto quello che mi viene in mente, a titolo gratuito, perché il mio unico interesse è far conoscere l’Abruzzo e far sorridere le persone che mi seguono». (s.g.)