Buoni pasto, si va al debito fuori bilancio

Tortoreto, il Comune non si è opposto al decreto ingiuntivo presentato da uno dei due ex rivenditori
TORTORETO. Ora è ufficiale: il Comune di Tortoreto è debitore nei confronti di uno dei due ex rivenditori dei buoni pasto finiti nella bufera per l’ammanco di 180mila euro. Diversamente da quanto annunciato pubblicamente, infatti, l’amministrazione comunale ha deciso di non opporsi al decreto ingiuntivo presentato dall’ex rivenditore Emiliano Guercioni. Il Comune aveva tempo fino al 19 dicembre, mentre il giudice di pace ha dichiarato l’atto definitivamente esecutivo il 30 gennaio, con l’ente che dovrà versare poco più di 4mila euro al commerciante entro i primi di marzo, cifra che comprende anche le spese legali, approvando un debito fuori bilancio. Come ammesso dal Comune non opponendosi al decreto ingiuntivo, infatti, Guercioni doveva ricevere dall’ente, per le esenzioni nella vendita dei libri di testo, più di quanto avrebbe dovuto versare nelle casse comunali per la vendita dei buoni pasto delle mense scolastiche.
Sul fronte del contenzioso civile, dunque, il Comune è a tutti gli effetti debitore e non creditore nei confronti di Guercioni. C’è poi il fronte penale, partito a seguito di un esposto presentato dal sindaco Domenico Piccioni nel dicembre 2017, e che ha visto il sostituto procuratore Laura Colica, a conclusione dell’indagine, chiedere il rinvio a giudizio con l’accusa di peculato per entrambi i rivenditori: martedì si terrà l’udienza preliminare davanti al gup, che dovrà decidere se mandarli a processo. Nella vicenda, inoltre, c’è anche un terzo fronte, che è quello amministrativo: se la posizione dei dipendenti del Comune è stata archiviata dai pm, infatti, sul loro operato nella questione dell’ammanco dei buoni pasto deve ancora esprimersi il consiglio comunale di Tortoreto. La commissione consiliare di vigilanza nei giorni scorsi ha terminato le proprie indagini e redatto la relazione finale, che è top secret e che dovrà essere portata in discussione davanti all’intera assise civica. La riunione del consiglio comunale non è stata ancora convocata ufficialmente, ma già rinviata: secondo le indiscrezioni, infatti, si sarebbe dovuta tenere martedì sera, ma sarebbe stata rimandata a giovedì 21 febbraio. Il rinvio sarebbe motivato anche dal fatto che esisterebbe un dibattito in corso in municipio e tra i consiglieri comunali sull’eventualità di dare vita ad una riunione a porte chiuse anziché aperta al pubblico, vista la delicatezza del tema, i dati contenuti nella relazione e il procedimento penale in corso. (l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

