C’è la diffida del prefetto ad approvare il rendiconto

11 Maggio 2023

Forza Italia: «L’amministrazione ha fatto scadere il termine del 30 aprile e ora non ci sono più i tempi necessari per portare il documento in consiglio» 

TERAMO. «Che fine ha fatto il rendiconto 2022 del Comune di Teramo?». Se lo chiede il consigliere uscente (e ricandidato) di Forza Italia Mario Cozzi a nome dell’intero centrodestra in una nota che continua: «Qualche giorno fa la lista di Futuro In ha posto questa domanda che è rimasta, come al solito, senza risposta. Il termine per l’approvazione del rendiconto di esercizio è fissato dall’articolo 227 del Tuel (testo unico degli enti locali, ndr) al 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento. Il rispetto del termine del 30 aprile 2023, per la chiusura del rendiconto della gestione 2022, rappresenta uno dei requisiti di virtuosità previsti dalla legge. Mesi e mesi di festicciole e di selfie, settimane elettorali con promesse e capriole stravaganti, comizi all’insegna di “abbiamo programmato” quando purtroppo non si possono mostrare realizzazioni. Litanie sull’ordine amministrativo e parole vuote su Teramo che ora può e sulla città (che non è più) capoluogo. Salvo poi scoprire che entro il 30 aprile il consiglio comunale e la maggioranza D’Alberto dovevano, per legge, approvare il rendiconto 2022. Siamo giunti al 10 maggio e in Comune è arrivata la diffida del Prefetto, come era ovvio che fosse».
Cozzi delinea poi lo scenario conseguente richiamando di nuovo l'articolo 227 del Tuel, che recita: “La dimostrazione dei risultati di gestione avviene mediante il rendiconto della gestione, il quale comprende il conto del bilancio, il conto economico e lo stato patrimoniale. Il rendiconto della gestione è deliberato entro il 30 aprile dell'anno successivo dall'organo consiliare. La proposta è messa a disposizione dei componenti dell'organo consiliare prima dell'inizio della sessione consiliare in cui viene esaminato il rendiconto entro un termine, non inferiore a venti giorni, stabilito dal regolamento di contabilità. In caso di mancata approvazione del rendiconto di gestione entro il termine del 30 aprile dell'anno successivo, si applica la procedura prevista dal comma 2 dell'articolo 141”, ovvero il commissariamento e lo scioglimento del consiglio comunale. «Tradotto», conclude il candidato di Forza Italia, «il prefetto ha diffidato ad approvare il rendiconto entro la fine del mandato del sindaco ma i tempi non ci sono. I cittadini siano consapevoli dei danni prodotti da un sindaco e da una maggioranza che nel mentre pretende di dare lezioni di competenza e preparazione agli altri, non è stata in grado di rispettare la legge e di approvare in consiglio comunale uno degli atti fondamentali per la città, con gravi conseguenze per l’ente».
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