C’era stato un precedente nel 2010 con la compravendita dei titoli di Di Stefano

17 Ottobre 2017

La massiccia campagna di vendita di azioni proprie effettuata della Tercas nel 2011 , oggetto del processo per truffa davanti al tribunale di Teramo, non è stata l’unica del genere. Già nel 2010 c’era...

La massiccia campagna di vendita di azioni proprie effettuata della Tercas nel 2011 , oggetto del processo per truffa davanti al tribunale di Teramo, non è stata l’unica del genere. Già nel 2010 c’era stata un’operazione analoga andata poi a buon fine. Lo hanno riferito sia Pilla che Sora e l’ex commissario ha specificato che poco prima la banca aveva acquistato un consistente stock di azioni proprie, per un valore di 13 milioni di euro, da una società dell’imprenditore televisivo avezzanese Francescantonio Di Stefano (nella foto), uno degli imputati nel processo principale per il crac Tercas in corso davanti al tribunale di Roma. Parte di queste azioni, circa 600mila titoli, erano state poi vendute dalla banca a 60 clienti tra novembre e dicembre 2010, sempre con la formula (non formalizzata, ma poi rispettata) dell’impegno al riacquisto più l’interesse. Di Stefano, ha detto ancora Sora, era titolare di un enorme numero di azioni Tercas che aveva comprato da Banca Intesa quando quest’ultima era uscita dalla compagine sociale Tercas dismettendo il 20% del capitale sociale in suo possesso. Una volta rivendute le azioni, Di Stefano avrebbe utilizzato il ricavato per finanziare l’operazione Smib, cioè l’acquisto, poi fallito, della banca di San Marino da parte della Tercas. Un intreccio che fa parte dei capi di accusa del processo per il crac al tribunale di Roma. (e.a.)