Cabinovia, il Consiglio di Stato rinvia la decisione a settembre

13 Luglio 2022

PIETRACAMELA. Si posticipa ancora la vendita degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva: il Consiglio di Stato rimanda la trattazione del difetto di giurisdizione al giudizio di merito del 13...

PIETRACAMELA. Si posticipa ancora la vendita degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva: il Consiglio di Stato rimanda la trattazione del difetto di giurisdizione al giudizio di merito del 13 settembre. Non si è pronunciato ieri in camera di consiglio l’organo di giustizia amministrativa d’appello sulla sospensiva della sentenza del Tar che si dichiarava incompetente sul ricorso presentato dal gestore degli impianti di Prati di Tivo Marco Finori avverso la Gran Sasso Teramano (Gst). Finori, che era stato l’aggiudicatario finale del lotto degli impianti non si era presentato lo scorso aprile dal notaio per la firma del rogito e la Gst gli aveva revocato la gestione e la vendita, aprendo al secondo offerente, i fratelli Persia di Tottea. Ma l’atto dal notaio con i Persia era stato bloccato. Prima dal ricorso di Finori al Tar che si era dichiarato incompetente a giudicare avendo considerato la Gst «una società mista con veste privatistica» e rimandando la questione al giudice ordinario. Poi al Consiglio di Stato al quale Finori era ricorso per ribadire la natura pubblicistica della società che aveva «sospeso gli effetti e l’esecuzione degli atti impugnati dinanzi al Tar sino a decisione collegiale» che sarebbe dovuta esserci ieri e non c'è stata. Che ne sarà, quindi, della stagione estiva? A Finori il contratto di gestione era stato prima prorogato di sei mesi + sei mesi, poi revocato e richiesta la riconsegna degli impianti, ma lui stesso aveva affermato di «riconsegnarli entro 30 giorni dalla vendita e dall’intero pagamento dei nuovi acquirenti». Sarà lui, quindi, ad aprire la cabinovia? L'impianto sarà gestito direttamente dalla Provincia che ne è proprietario o anche quest’estate ai Prati rimarrà tutto fermo?
Adele Di Feliciantonio