Caccia, i due ambiti denunciano la Regione

4 Luglio 2017

«La delibera sul contenimento dei cinghiali è illegittima. La cambiamo noi, Pepe si occupi d’altro»

TERAMO. «È come se la Regione avesse autorizzato una sorta di bracconaggio, sollevandosi tuttavia da ogni responsabilità e chiedendo ai cacciatori di firmare una dichiarazione di volontariato». Sono accuse pesanti di illegittimità quelle rivolte dagli Atc (ambiti territoriali di caccia) Salinello e Vomano contro la Regione. Dopo aver accolto con soddisfazione la sospensiva del Tar che ha congelato la delibera regionale sul contenimento dei cinghiali fino al prossimo 19 luglio, quando il tribunale discuterà nel merito, i due ambiti hanno annunciato la deposizione, con l'appoggio delle associazioni agricole, di due esposti alla Procura della Repubblica per accertare eventuali responsabilità degli uffici regionali preposti al piano di controllo. Secondo i cacciatori la delibera, oltre ad essere in contrasto con la legge regionale e nazionale, mancherebbe dell'intesa con gli ambiti territoriali e risulterebbe per questo formalmente illegittima. Elemento non secondario, il documento non godrebbe dell'immediata esecutività.
«La delibera licenziata il 3 giugno è stata pubblicata sul Bura solo il 16 giugno, quindi solo allora poteva essere attuata non contenendo il requisito di somma urgenza. Invece nel frattempo sono stati chiamati dei cacciatori, non autorizzati dagli Atc, per intervenire per il contenimento dei cinghiali, in zone tra l'altro dove non ce n'era la priorità, come Castellalto e Atri», hanno spiegato ieri i presidenti dei due ambiti, Franco Porrini per l'Atc Vomano e Francesco Sabini per l'Atc Salinello. «L'anno scorso di questi tempi tra maggio e giugno avevamo già provveduto all'abbattimento di 290 cinghiali, quest'anno solo di 30-40, lasciando scoperta tra l'altro la zona pedemontana che è quella che registra più danni», hanno aggiunto i due presidenti che si sono detti disposti a dare il proprio apporto per la modifica della delibera. «Possiamo attivarci già da domani per offrire la nostra proposta. Tra i punti in programma abbiamo previsto anche un numero verde per gli agricoltori, così da poter intervenire celermente per abbattimenti di emergenza, ovviamente fatte le opportune verifiche. Basta che il presidente Luciano D'Alfonso ci convochi e noi siamo pronti. E all'assessore alla caccia Dino Pepe diciamo che forse è meglio che si occupi d'altro», hanno concluso velenosamente.
Emanuela Michini
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