Cade nella buca, il Comune paga
L’ente condannato a risarcire i danni alla donna scivolata in strada
SIVI. La Cassazione, anche a sezioni unite, lo ha sancito più volte: gli enti gestori delle strade sono responsabili della sicurezza di chi le percorre.
E sempre più spesso ci sono sentenze di condanna che ricordano il pronunciamento della Suprema Corte. L’ultima è quella emessa da un giudice di pace del tribunale di Teramo che ha condannato in primo grado il Comune di Silvi a risarcire i danni (circa 4mila euro) a una cittadina caduta in una buca sul marciapiede. Buca, si sottolinea più volte nella sentenza, non segnalata. I fatti risalgono al 2018 e si sono verificati in via Tevere, a Silvi. Qui, ha sostenuto la donna nel ricorso, «a causa della presenza di un rialzo che aveva formato una buca non visibile e non segnalata cadeva a terra riportando lesioni personali».
Nell’accogliere il ricorso e condannare il Comune al pagamento dei danni, così ha scritto il giudice di pace Enrica Isidori nella sentenza: «Nel caso specifico l’attrice, confidando che l’apertura al pubblico della via garantisse la sua corretta manutenzione, in buona fede ha transitato sul marciapiede. Si deduce che la presenza della buca si è configurata come una vera e propria insidia poichè la situazione di pericolo era imprevedibile ed occulta. Si rileva che se una strada è aperta al pubblico e non vi sono segnali di pericolo l’utente si ritiene libero di percorrerla senza timore di incorrere in ostacoli improvvisi, idonei a provocare incidenti e spetta all’ente proprietario attivarsi in modo da evitare sinistri. È stato pertanto dimostrato il nesso di causalità tra la presenza della buca e i danni riportati dall’attrice, riconducibili alla cattiva o omessa gestione del manto stradale nel tratto interessato, per assenza delle dovute attività di controllo e per la presenza delle sconnessioni». La cittadina è stata assistita dall’avvocato Antonio Del Vecchio.(d.p.)
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