Cadono pezzi di cornicioni delle palazzine di via Brodolini

I residenti: «L’Ater poteva approfittare dei lavori appena eseguiti per sistemare questo problema Intanto non possiamo ancora uscire sui balconi rimessi a posto perché non è stato fatto il collaudo»
GIULIANOVA. Non trovano pace i residenti delle sei palazzine di edilizia popolare di via Brodolini. Nonostante i lavori appaltati dall’Ater, che ha riqualificato i 180 balconi e rifatto i cappotti in tutte le entrate delle palazzine, le criticità restano. I cornicioni sotto ai tetti, infatti, stanno perdendo pezzi, che poi vanno a finire a terra, rappresentando un pericolo per chiunque transiti a piedi. «Avendo a disposizione l’impalcatura», evidenzia uno degli inquilini, Francesco Di Lorenzo, che parla nome di molti residenti, «avrebbero potuto approfittare anche per sistemare i cornicioni, già visibilmente messi male durante i lavori. Ma noi siamo preoccupati anche per la tenuta complessiva delle palazzine». I tetti, infatti, quasi si sfiorano, mentre prima le palazzine, tra loro, erano più distanti. «Noi non siamo esperti», continua Di Lorenzo, «ma qual è il grado di sicurezza di queste palazzine? A nostro avviso occorrerebbe un’analisi geologica per capirne lo stato attuale». Di Lorenzo aggiunge che i residui di cantiere, una volta conclusi i lavori, non erano stati rimossi. «A nostre spese», aggiunge Di Lorenzo, «abbiamo dovuto provvedere noi a togliere i residui di cantiere».
L’aspetto più grave, però, è che a oggi gli inquilini ancora non possono accedere ai balconi riqualificati perché non c’è stato il collaudo. «Capiamo che ora stanno tutti in ferie», precisa Di Lorenzo, «ma noi già tre settimane fa abbiamo sollecitato affinché venga data l’agibilità, anche perché in questi giorni il caldo è torrido e molti non hanno l’aria condizionata in casa. Quanto tempo ancora dobbiamo aspettare per uscire sui nostri balconi?». Inoltre nella quinta palazzina, al numero 9, un signore con disabilità da anni ormai chiede la realizzazione di un piccolo scivolo all’ingresso, un intervento che gli permetterebbe di poter uscire dal palazzo autonomamente. I residenti poi ricordano anche i problemi dei tetti delle palazzine per l’abbandono dei pannelli fotovoltaici, installati nel 2014 ma mai partiti. «All’inizio dei lavori c’è stata una passerella di politici», conclude Di Lorenzo, «e ora invece? Dove sono?».
La situazione critica delle sei palazzine in via Brodolini è stata portata alla luce nel maggio del 2023 grazie a un’assemblea pubblica tenuta nel cortile delle palazzine stesse e organizzata dai ragazzi del Campetto Occupato, alla quale poi sono seguite altre assemblee.
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