Caldo record e allarme incendi: in campo le vedette volontarie

13 Agosto 2021

Mobilitata la Protezione civile con trenta presenze a turno per controllare il territorio teramano Il presidente Lelli: «Sorveglianza serrata per scongiurare i roghi ed evitare che accada il peggio»

TERAMO. Il timore è che il gran caldo di questi giorni e delle prossime ore possa far esplodere una nuova emergenza incendi. Perché dopo i roghi di inizio agosto, con la certezza dell’origine dolosa dopo la scoperta di vari inneschi, la parola d’ordine è controllare nel tentativo di prevenire.
E su questo fronte che sono mobilitati i volontari della Protezione civile da tempo in prima linea e che hanno raddoppiato i turni proprio nei giorni di questa nuova ondata di caldo record. Per ogni turno ci sono trenta volontari che perlustrano il territorio con attività di vedette e sentinelle. Dice Gabriele Lelli presidente dell’associazione Gran Sasso della Protezione civile: «In questi giorni di gran caldo i volontari della Protezione civile sono tutti mobilitati sul territorio per garantire il controllo. Sarà un Ferragosto molto impegnativo. L’obiettivo è quello di garantire una rete di controlli vastissima che consenta, proprio attraverso la vigilanza, di ridurre al minimo ogni eventualità. Ci avevano chiesto anche del personale da inviare in Calabria proprio in questi giorni di emergenza incendi ma tutti i nostri volontari sono impegnati in questi servizi di avvistamento incendi. Su questo fronte l’allerta è massima».
Soprattutto dopo la conferma dell’origine dolosa degli ultimi incendi divampati nel Teramano nei giorni scorsi con il ritrovamento di vari inneschi. Il rogo di Piancarani, ma anche il rogo scoppiato sulla strada tra Miano e Sardinara e quello di Altavilla di Montorio sono della stessa tipologia. Alcuni degli inneschi ritrovati sono adesso all’esame dei carabinieri del Ris (Reparto investigazioni scientifiche), e quando questo esame sarà concluso i carabinieri forestali, che indagano, potranno inviare un rapporto completo in Procura. È più che evidente che arrivare all’individuazione dei piromani sarà difficilissimo perché hanno agito in zone di campagna ormai spopolate e dove non ci sono impianti di videosorveglianza che in questi casi possono rappresentare una svolta nelle indagini. E a dare corpo ai timori i numeri forniti nei giorni scorsi dal comandante provinciale dei carabinieri forestali, il colonnello Gualberto Mancini, che ha parlato di una provincia teramana che non è più “virtuosa” in termini di ettari attaccati dal fuoco con numeri aumentati rispetto agli ultimi anni.(d.p.)
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