Cambia il giudice, il processo sull’acqua slitta ad aprile

27 Gennaio 2022

TERAMO. L’ufficialità del nuovo slittamento è nel rinvio pronunciato in udienza dal giudice Domenico Canosa che, come già noto, tra poco lascerà il tribunale teramano per andare in Corte d’appello:...

TERAMO. L’ufficialità del nuovo slittamento è nel rinvio pronunciato in udienza dal giudice Domenico Canosa che, come già noto, tra poco lascerà il tribunale teramano per andare in Corte d’appello: il processo sull’acqua del Gran Sasso riprenderà nel mese di aprile con un altro magistrato.
L’istruttoria dibattimentale, dopo l’audizione dei carabinieri del Noe (testi d’accusa) già svolta, prevede l’audizione in aula dei consulenti della Pubblica accusa e da qui si ripartirà ad aprile dopo che il nuovo magistrato avrà disposto un altro calendario di udienze. Questo a circa due anni dalla prima udienza (era l’ottobre del 2019) e dopo svariati rinvii dovuti all’emergenza Covid: le udienze da qualche tempo si tengono all’università proprio per garantire il distanziamento sociale alle numerose parti presenti. Nel procedimento, che vede dieci imputati tra i vertici dell’Istituto di fisica nucleare, Strada dei Parchi e Ruzzo, la Procura contesta l’inquinamento ambientale e il getto pericolose di cose.
Il processo è nato da un’inchiesta che ha posto sotto la lente di ingrandimento di investigatori e inquirenti l’intero sistema Gran Sasso, evidenziando quella che la Procura ha definito come un permanente pericolo di inquinamento delle acque. In un contesto, quello ipotizzato dalla stessa Procura, in cui sarebbero emerse presunte interferenze tra i laboratori, le gallerie autostradali e il sistema di condutture delle acque con criticità mai sanate.(d.p.)
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