Camion crea nuovi danni lungo corso San Giorgio

4 Novembre 2018

Le ruote del mezzo pesante schiacciano le coperture in granito dei tombini Il Comune avvia accertamenti per addebitare al responsabile le spese dei lavori  

TERAMO. Le pesanti ruote di un camion non hanno risparmiato la delicata pavimentazione di corso San Giorgio. Il passaggio del mezzo, non ancora identificato dal Comune ma a quanto pare destinato a non sfuggire agli accertamenti avviati, ha fatto sprofondare i coperchi in lastre di granito dei tombini. Tra la superficie del corso, già poco livellata rispetto alle strisce luminose dei led posizionati a terra e che tagliano trasversalmente il piano, e i bocchettoni per accedere alle condotte dei sottoservizi si sono creati denti e piccoli scalini che deturpano ulteriormente l’impatto visivo del corso rimesso a nuovo oltre a rappresentare un pericolo per chi non si accorgesse dei nuovi ostacoli sparsi lungo il percorso pedonale.
L’amministrazione, comunque, ha fatto partire verifiche sul danneggiamento della pavimentazione, che già di per sé dopo oltre due anni di lavori e conseguente chiusura del corso ha suscitato non poche perplessità. A quanto pare ci sarebbero testimoni oculari in grado di fornire indicazioni determinanti per l’individuazione del mezzo che ha violato il granito della nuova superficie. Il Comune, dunque, potrebbe risalire facilmente al proprietario del camion e addebitargli le spese per la riparazione del danno. Sui lavori realizzati in corso San Giorgio, comunque, pende ancora la vertenza aperta dall’amministrazione con l’associazione temporanea d’impresa appaltatrice dell’opera. Il Consorzio stabile Tottea e Macinati, che si sono aggiudicati l’intervento finanziato con 3,7 milioni di euro di fondi regionali destinati anche al rifacimento di corso De Michetti, hanno presentato riserve al Comune per un importo che sfiora il totale dello stanziamento disponibili. Ammonta a quasi tre milioni, stando alle cifre indicate dall’amministrazione, la richiesta di risarcimento da parte delle due ditte per le ripetute interruzioni subite dall’intervento per la scoperta durante gli scavi di reperti romani e di epoca ottocentesca che hanno richiesto il vaglio della soprintendenza archeologica. Di contro il Comune, in una relazione tecnica da poco consegnata all’assessore al “governo della città” Stefania Di Padova, ha contestato all’associazione temporanea d’impresa inadempienze relative in particolare al mancato posizionamento dei nuovi arredi che da progetto erano previsti lungo il corso e ritardi nei lavori non imputabili a cause esterne o di forza maggiore. Il confronto, dunque, è tutt’altro che in via di risoluzione. «Il nostro obiettivo è evitare comunque l’apertura di un contenzioso che comporti ulteriori perdite di tempo e di risorse», spiega Di Padova, «per questo ci siederemo a tavolino con le imprese appaltatrici nel tentativo di trovare una soluzione utile per tutti». La mediazione, insomma, dovrebbe scongiurare il rischio di una battaglia legale destinata a ripercuotersi anche sulla prosecuzione dell’opera. Il progetto originario, infatti, prevede che a nuova ripavimentazione sia sottoposto anche corso De Michetti. L’esperienza tormentata di corso San Giorgio e la certezza che gli scavi nella zona più vecchia del centro storico faranno emergere reperti romani, che richiederanno l’intervento della soprintendenza e il rallentamento dell’opera, inducono l’amministrazione alla cautela. Per evitare buchi nel terreno sono al vaglio due ipotesi: sistemare solo i marciapiedi di corso De Michetti o stornare i fondi residui verso la riqualificazione delle traverse che incrociano corso San Giorgio. (g.d.m.)
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