Camionista morto, la famiglia si costituisce parte civile

TERAMO. Roberto Morelli, camionista 31enne di Napoli, morì a maggio 2017 travolto da una balla di plastica nel piazzale dell’azienda Metalferro, a Castelnuovo Vomano. Una morte per la quale adesso...
TERAMO. Roberto Morelli, camionista 31enne di Napoli, morì a maggio 2017 travolto da una balla di plastica nel piazzale dell’azienda Metalferro, a Castelnuovo Vomano. Una morte per la quale adesso rischiano il processo sei persone tra responsabili e dipendenti della Metalferro e della Dg Capital Service, ditta che operava all’interno dello stabilimento di Castelnuovo.
Ieri mattina, nel corso dell’udienza preliminare davanti al gup Roberto Veneziano, i familiari di Morelli e la ditta di trasporti per la quale lavorava il giovane hanno depositato la costituzione di parte civile, con il giudice che ha successivamente rinviato l’udienza al prossimo 4 giugno per valutare tutta una serie di questioni preliminari. In quell’occasione il gup deciderà se mandare a processo gli imputati, ai quali il pm Stefano Giovagnoni, titolare del fascicolo, contesta reati che vanno in base alle diverse posizioni dall’omicidio colposo all’impedimento del controllo alle false informazioni al pm. Per l’accusa, infatti, i vertici delle due ditte, insieme a un lavoratore interinale, non avrebbero osservato tutta una serie di norme relative alla sicurezza sul lavoro, cagionando la morte di Morelli. Gli stessi vertici delle due società ed altri due loro dipendenti, inoltre, sempre secondo l’accusa, avrebbero modificato lo stato dei luoghi dopo l’incidente mentre il sesto imputato, sentito come persona informata sui fatti, avrebbe fornito false dichiarazioni al pm. (a.m.)

