Campli, l’ex sindaco: rimborsi irregolari del Comune

16 Febbraio 2016

CAMPLI. Solleva una bufera a Campli l’ex sindaco e attuale consigliere d’opposizione Gabriele Giovannini per via della liquidazione da parte del Comune di alcune spese legali fatte per permessi...

CAMPLI. Solleva una bufera a Campli l’ex sindaco e attuale consigliere d’opposizione Gabriele Giovannini per via della liquidazione da parte del Comune di alcune spese legali fatte per permessi rilasciati in maniera impropria nel 2009 e da cui emergerebbero profili di irregolarità. Giovannini chiede all’attuale sindaco Pietro Quaresimale di fare chiarezza alla luce di un esposto presentato alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti dall’ex segretario comunale Enrico Cicchese sui rimborsi per le spese legali. Questi ultimi erano già stati sospesi dalla precedente amministrazione dopo una sentenza della Corte dei conti che condannò il Comune proprio su quell’esborso.

«Tanto che» spiega l'ex sindaco «il dipendente che dispose la liquidazione di quegli onorari fu condannato per danno erariale e costretto a provvedere alla restituzione della somma di circa 5mila euro a rate. Nonostante questo oggi si apprende di una determina dirigenziale per nuovi rimborsi che ammontano a 5.400 euro». Secondo Giovannini, che ha diffidato l’amministrazione a proseguire con il pagamento di quelle somme, l’attuale sindaco Quaresimale non poteva ignorare le sentenze già emesse dalla Corte dei conti nel 2009 poiché all’epoca ricopriva il ruolo di assessore al contenzioso del Comune di Campli. «Invece non ha fatto nulla e ha autorizzato i rimborsi di giunta. Invece» conclude Giovannini «tali spese dovevano necessariamente essere riconosciute in consiglio comunale come debiti fuori bilancio, cosa che non è ancora avvenuta. Se le accuse dovessero trovare riscontro negli organi inquirenti sarebbe una brutta pagina per il Comune di Campli e per tutti i camplesi, con gravi responsabilità che ricadranno sulla parte politica. Mi auguro dunque che il sindaco trovi presto un rimedio e non prosegua sulla strada di evidenti irregolarità amministrative». (m.d.t.)

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