Campli, si apre il Giubileo della Scala santa

Indetto per il 250° del santuario, durerà fino al 6 maggio 2023. Attesi almeno 50mila pellegrini
CAMPLI. Si apre domani a Campli e durerà fino al 6 maggio 2023 il Giubileo della Scala santa in occasione del 250° anniversario della sua istituzione. Si parte alle 18,30 con la preghiera davanti al santuario e con la successiva processione verso la cattedrale di Santa Maria in Platea. Alle 19 ci sarà la solenne celebrazione eucaristica di apertura del Giubileo presieduta dal vescovo della diocesi Teramo - Atri Lorenzo Leuzzi.
Nel corso dell’anno giubilare si attendono migliaia di pellegrini che percorreranno in ginocchio la Scala. Aperta e visitabile tutti i giorni dalle 8 alle 18, la Scala santa è un simbolo di Campli e della sua storia: un monumento religioso dedicato alla Passione di Cristo, con i suoi 28 gradini in legno d’ulivo da salire in preghiera, rigorosamente in ginocchio, ammirando le tele e gli affreschi che decorano interamente le pareti, fino alla cappella del Sancta Sanctorum. La ricompensa per i fedeli è l’assoluzione e, in alcuni giorni dell’anno, l’indulgenza plenaria con stesso valore di quella che si ottiene sulla Scala santa di Roma. Il celebre santuario camplese, istituito nel 1772 grazie a un Privilegio pontificio di Clemente XIV e al grande lavoro diplomatico dell’avvocato Giampalma Palma, padre dello storico Niccola, è uno dei più frequentati e conosciuti in Abruzzo: solo nel 2021 e ancora sotto pandemia ha richiamato oltre 30mila fedeli. Molti di più sono attesi nell'anno giubilare, come ha spiegato il sindaco Federico Agostinelli che ha aggiunto. «È un momento storico per Campli che vivremo con intensità spirituale ed emotiva. La Scala santa è il simbolo del nostro borgo e ne siamo orgogliosi. Migliaia di pellegrini, turisti e visitatori vi si recano ogni anno con un trend in crescita delle presenze molto significativo negli ultimi anni. Tutto questo», ha concluso, «è il frutto di un grande lavoro di promozione culturale e turistica del borgo e dell’intero territorio svolto in collaborazione con la parrocchia di Santa Maria in Platea, con don Adamo Varanesi prima e con don Massimo Balloni adesso».
Adele Di Feliciantonio
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