Candy Rose, regina di burlesque: da Roseto ho realizzato un sogno

Gabriella, che con il nome d’arte omaggia la città natale, racconta la sua carriera nello spettacolo: «Non è stato facile e se avessi ascoltato chi mi scoraggiava, oggi sarei infelice. Ce l’ho fatta da sola»
ROSETO. Il nome d’arte Candy Rose è un omaggio a Roseto, il lido delle rose, suo paese natale di cui è fiera e che vanta in ogni posto dove si trova e al suo corregionale e autore preferito Gabriele D’Annunzio che della rosa come simbolo di bellezza ha fatto una costante della sua opera letteraria. È stata proprio la caparbietà tipica degli abruzzesi che le ha permesso di combattere cliché e luoghi comuni e di proseguire sulla strada del burlesque, una grande passione che si è trasformata in professione. Pelle diafana, fisico statuario, look retrò, stile elegante e femminile, Gabriella Bartolone è partita dalla provincia teramana e con lavoro e sacrifici è arrivata al mondo, affermandosi come una delle più famose artiste del burlesque a livello nazionale e internazionale.
Il suo è un “classic burlesque” come tiene a sottolineare, stilisticamente vintage e in uno stile mai volgare sul palco come nella vita. Un amore scoppiato per caso guardando uno spettacolo in televisione. «Studio danza da quando avevo cinque anni e ringrazio la mia insegnante Giorgia Campanella che mi ha permesso di diventare l’artista che sono, sostenendomi anche quando ho deciso di intraprendere la strada del burlesque che è una forma di arte del varietà, come il cabaret e l’avanspettacolo, e unisce teatralità dei gesti, movimenti suadenti, femminilità e libertà di espressione», racconta, «quell’unione di elementi armonici e mai volgari che mi hanno acceso la scintilla per iniziare e non fermarmi più». Le difficoltà non sono state poche: in Abruzzo non c’erano i corsi per imparare, ma i pregiudizi erano tanti soprattutto perché il burlesque era ancora poco conosciuto. In più la famiglia era diffidente e non l’appoggiava. «Mi iscrissi a Roma all’Accademia del burlesque partendo da casa ogni fine settimana con l’autobus e lo zainetto. Da lì ho partecipato al talent di SkyUno “Lady Burlesque” che mi ha permesso di giungere alla notorietà con la vincita di una borsa di studio offerta dal direttore Alessandro Casella. E la mia carriera è stata un’escalation». Da allieva Gabriella è diventata Candy Rose, riveste il ruolo di insegnante stabile all’Accademia e al Micca Club portando i corsi anche nella nostra regione, per sei anni è stata performer fissa nel salone Margherita di Roma noto come casa del “Bagaglino”, lo spettacolo di Piefrancesco Pingitore e le sue esibizioni sono sold out ovunque. Ogni performance viene curata nei minimi dettagli e Candy è diventata coreografa, regista e stilista di sé stessa, creando i look che vengono realizzati da costumiste del settore come la sua affezionata Racy Baby Corset.
«Rappresento un tipo di estetica e femminilità che esulano totalmente da quelle in voga oggi e ne sono orgogliosa», prosegue l’artista, «ma ancora di più lo sono della mia determinazione. Se avessi ascoltato la minima parte di ciò che mi suggerivano per dissuadermi oggi sarei infelice». Il suo è un consiglio a chi ha un obiettivo, ma si arrende scoraggiato dalla paura di non potercela fare e dai pregiudizi che si respirano ancora nelle piccole realtà. «Bisogna sempre inseguire sogni e passioni», suggerisce Candy, «non si può avere né pretendere l’appoggio di tutti, a volte bisogna calarsi nella mentalità di chi ci parla, ma mai mollare. Ho fatto tutto da sola», conclude orgogliosa, «ho creduto nel mio talento e nella mia passione, senza dover dimostrare nulla e ho avuto ragione perché ce l’ho fatta».
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