Cantiere nautico verso la demolizione

22 Dicembre 2014

Roseto, il Consiglio di Stato respinge il ricorso del titolare e adesso il Comune manderà le ruspe

ROSETO. Il Consiglio di Stato ha rigettato l’istanza presentata da Giovanni Baroni, titolare dello storico cantiere nautico di Roseto vicino alla foce del Vomano. Un adecisione che potrebbe decretare la fine dell’attività del cantiere, in quanto già da tempo il Comune ha intimato all’imprenditore di liberare la struttura affinché possa essere demolita per consentire i lavori di consolidamento dell’argine fluviale. In teoria, dunque, la parola potrebbe già passare alle ruspe, anche se non si esclude qualche nuova mossa dell’imprenditore. In una prima fase il Consiglio di Sato, cui si era rivolto l’imprenditore rosetano tramite il suo legale di fiducia Vicenzo Di Nanna, aveva sospeso con decreto cautelare l’atto con cui il dirigente comunale responsabile del provvedimento, Lorenzo Patacchini, comunicava a Baroni che il 25 novembre il Comune avrebbe provveduto alla presa di possesso dei capannoni per poi procedere alla loro demolizione. Il presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi, con decreto del 14 novembre 2014, ha accolto la domanda cautelare provvisoria proposta e ha ordinato la sospensione dell’esecuzione del provvedimento del Comune, fissando l’udienza per il 18 dicembre scorso, giorno in cui si è tenuta la camera di consiglio collegiale. Nel documento del Comune si parla tra l’altro di «occupazione senza titolo di terreno appartenente al Demanio», mentre Baroni sostiene invece di essere in possesso di tutte le autorizzazioni.

Il cantiere navale si trova alle spalle del porto turistico e proprio a ridosso dell’ultimo tratto del fiume Vomano, pertanto in una posizione strategica per il futuro sviluppo dell’intera zona, dove si prevede una serie di lavori. La “condanna” per il cantiere rosetano risale al 2011, quando un progetto della Regione prevedeva lo spostamento dell’argine fluviale che sarebbe dovuto passare proprio dove c’è il cantiere. Oggi ci sono altri progetti per quella zona, ma la sostanza per l’imprenditore rosetano non cambia: il suo cantiere deve essere demolito. Questa situazione di incertezza ha già procurato danni all’imprenditore rosetano, nel cui capannone ci sono apparecchiature costose, senza dimenticare che attualmente dà lavoro a cinque persone oltre all’indotto che genera l’attività. Inoltre Baroni si è sempre dichiarato disponibile a trovare una soluzione, purché il Comune gli dia un’alternativa.

Federico Centola

©RIPRODUZIONE RISERVATA