Cantieri da sbloccare: introdotte norme di semplificazione

26 Luglio 2023

Si alza la soglia per gli affidamenti diretti di progetti pubblici Il commissario Castelli: «Compiuto un passo significativo» 

TERAMO. Per il commissario alla ricostruzione 2016 Guido Castelli ieri «è stato compiuto un passaggio significativo dalle norme ai cantieri». La Cabina di coordinamento sisma, presieduta dal commissario e composta dai presidenti delle quattro Regioni (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria), dai rappresentanti dei sindaci e dai delegati dalle Anci regionali, ha raggiunto l’intesa su una serie di ordinanze riguardanti la ricostruzione sia pubblica che privata.
NUOVI STRUMENTI
DI SEMPLIFICAZIONE
In funzione dell'adeguamento alla soglia già prevista in sede europea è stato predisposto l’innalzamento della soglia per l’affidamento diretto nell’ambito della ricostruzione pubblica. In particolare, per le opere delle Ordinanze 109, 129 e 137, la soglia passa da 140mila a 215mila euro. Viene inoltre esteso al 18 agosto 2023 il termine per la presentazione delle progettazioni da parte dei soggetti attuatori. «Una novità», commenta il commissario, «che renderà le procedure per la ricostruzione delle opere pubbliche più snelle e consentirà agli uffici di integrare le progettazioni già in corso». Sempre nell'ottica di una maggiore efficacia e rapidità sono già stati predisposti, in collaborazione con Anac, degli atti tipo (consultabili sul sito www.sisma.gov.it) in virtù di un accordo per l’esercizio dei compiti di alta sorveglianza e garanzia della correttezza e della trasparenza delle procedure connesse alla ricostruzione pubblica post-sisma, che verrà illustrato nei prossimi giorni. Il commissario Castelli ha dichiarato: «La Cabina di oggi (ieri, ndr) segna un passaggio particolarmente significativo per la realizzazione dell’obiettivo del mio mandato: passare dalle norme ai cantieri, dare davvero l'avvio in modo sostanziale al percorso di ricostruzione. Grazie alla piena, costante, collaborazione delle Regioni, degli Usr e dei Comuni possiamo infatti guardare con ottimismo e ancora maggiore determinazione alla ricostruzione pubblica e privata. Soprattutto nei centri maggiormente colpiti che, spesso, scontano anche problematiche legate ai dissesti che il sisma ha generato nel loro territorio e a disparità normative che non tenevano sufficientemente conto della specificità della loro ricostruzione. Oltre a semplificare e ad ade- guare le norme, per renderle più rispondenti alle necessità complesse e differenziate nel cratere sismico, grazie alle Ordinanze speciali in deroga e all’ascolto quotidiano delle necessità operato dallo staff della Struttura, siamo riusciti a individuare degli strumenti innovativi e dirimenti per sciogliere alcuni dei nodi più complessi degli ultimi anni. Questo momento, pur nella sua importanza, rappresenta un punto di ulteriore partenza».
PIÙ FONDI A EDIFICI RURALI
E COMUNI PIÙ COLPITI
Un altro intervento compiuto dalla Cabina è quello che consentirà l'assegnazione di maggiori risorse per la ricostruzione privata, sia di edifici rurali sia in aree disagiate. È stata infatti accolta la modifica al Testo unico della ricostruzione privata che prevede l’aumento del 10% del contributo concedibile per la ricostruzione degli edifici nei comuni maggiormente colpiti, dove insistono Psr o zone rosse, e anche per i cosiddetti “cantieri disagiati”, che vengono definiti da parametri come le distanze e la possibilità di accesso. Sarà anche riconosciuto un aumento di contributo per gli edifici di tipo rurale che, nell’area dell’Appennino centrale, spesso ospitavano sia l'abitazione che l'attività dei proprietari.