Cardiochirurgia, posto sbloccato: il Tar rinuncia a giudicare il caso

Il tribunale amministrativo dichiara la competenza del giudice del lavoro per la valutazione del ricorso Cade lo stop all’investitura di Santarelli, ma il legale di Lentini insiste con la Asl per l’annullamento
TERAMO. Cade il blocco all’entrata in carica del primario di Cardiochirurgia al Mazzini. È l’effetto del pronunciamento del Tar dell’Aquila sul ricorso contro la designazione di Filippo Santarelli. Il collegio ha accolto l’eccezione formulata da Asl e legali del medico, dichiarando la competenza del giudice del lavoro nella valutazione della controversia aperta da Salvatore Lentini, primo in graduatoria ma di fatto scavalcato dal terzo nella rosa ristretta dei candidati all’incarico.
La «complessità» delle argomentazioni proposte dalle due parti, dunque, ha indotto il tribunale amministrativo a ritenere che non fosse quella la sede idonea a fare chiarezza sul caso. A decidere sarà il giudice del lavoro, cui Roberto Ruocco, legale del medico escluso ha annunciato la presentazione del ricorso già nelle prossime ore, ma il pronunciamento del Tar produce comunque una conseguenza. È decaduta automaticamente la sospensione dell’affidamento dell’incarico decretata dal collegio nella prima fase del procedimento. Lo spostamento del contenzioso porterebbe in rilievo l’aspetto dell’eventuale risarcimento del danno, senza intaccare in prima battuta gli atti impugnati, ma la sentenza potrebbe anche sfociare nell’annullamento della nomina, accogliendo in pieno la tesi del ricorrente. Per questo Ruocco, secondo cui la divisione delle spese legali tra le parti sancita dal Tar è comunque un segnale favorevole a Lentini, formalizzerà al direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia la richiesta di annullamento in autotutela dell’atto di designazione del primario. Il punto nodale del contenzioso riguarda il curriculum di Santarelli. Quel documento, ha fatto rilevare Ruocco, è stato presentato senza firma e data, per cui risulterebbe nullo e di conseguenza inammissibile ai fini della valutazione delle competenze del medico e della relativa attribuzione di punteggio.
Secondo quanto riportato dalla Asl nella propria memoria consegnata ai giudici, le informazioni necessarie sarebbero state tratte da altri documenti presentati dal Santarelli a corredo della propria domanda. A detta di Ruocco, però, l’azienda ha attestato risultanze che emergevano solo dal curriculum non valido. Santarelli, in sostanza, stando alla tesi del legale di Lentini, non doveva neppure rientrare nella rosa ristretta dei tre candidati che si sono giocati il posto fino all’ultimo.
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