Cardiologia, il nuovo reparto non decolla

5 Settembre 2016

Giulianova, è tutto pronto ma il trasferimento viene rimandato. Intanto si lavora con infissi rotti e controsoffitti staccati

GIULIANOVA. A nessuno interessa la cardiologia di Giulianova. È la conclusione cui sono giunti numerosi pazienti della struttura dopo aver constatato di persona le condizioni in cui versa il reparto, dotato di 12 posti letto più i 4 dell’Utic, cioè la terapia intensiva. Infissi rotti riparati con lo scotch, pezzi di controsoffitto staccati, ingresso fatiscente: sono solo alcune delle pecche che si possono riscontrare passeggiando tra i corridoi o buttando lo sguardo all’interno delle stanze di degenza, spesso occupate da persone che stanno davvero male. La situazione è perfettamente conosciuta dai vertici dell’azienda sanitaria teramana, tanto è vero che si è già provveduto a realizzare un nuovo reparto, allestito da oltre un anno al quarto piano del padiglione est dell’ospedale.

Tutto pronto, dunque, ma il trasloco non sembra ancora vicino, nonostante se ne parli ormai da molti mesi. Nessuno, neppure tra gli operatori, riesce a dare una spiegazione a questo esagerato ritardo, che non giova certo alla qualità della vita dei ricoverati, né a quella di medici e infermieri. I quali lavorano male, benché riescano a sopperire alle carenze logistiche della struttura con la loro elevata professionalità, che però rischia di essere annullata proprio a causa delle condizioni del reparto.

Intanto la nuova struttura, ultimata ma non utilizzata, ha iniziato a deteriorarsi rendendo così necessari lavori di restauro. Alcuni dei quali provocati da errori madornali, causati forse dalla mancata supervisione da parte degli operatori sanitari. Come ad esempio l’allaccio murale dell’ossigeno, messo nella parete sbagliata, cioè dalla parte opposta a quella del letto. Una svista costata 80mila euro. Che dovranno pagare i contribuenti teramani. Nel frattempo, visto che il nuovo reparto resta chiuso, qualcuno ha pensato di portare via la telecamera interna, anch’essa ora da sostituire. Sempre a spese della collettività.

Il mancato utilizzo del nuovo reparto di cardiologia rischia quindi di deteriorarne altre parti, pertanto c’è chi sta pensando di trasferirci temporaneamente la rianimazione, che al momento si trova al piano inferiore. Oltre a dotare medici e infermieri di un nuovo reparto, più razionale e funzionante, il trasferimento di cardiologia del padiglione est comporterebbe un notevole risparmio. Come ad esempio per i trasferimenti dei pazienti da una parte all’altra dell’ospedale, che devono essere fatti utilizzando l’ambulanza nonostante si tratti soltanto di attraversare una strada. Ogni tragitto costa alla Asl 12 euro, il che significa il doppio per tornare da dove si è venuti. Un’operazione che viene fatta decine di volte al giorno, migliaia ogni anno, per una spesa complessiva con molti zeri. Lo scarso interesse per la cardiologia di Giulianova si intuisce anche dal fatto che non è stato ancora nominato il nuovo primario dopo che il precedente è andato in pensione. Vogliamo parlare dei cardiologi? All’ospedale di Teramo ce ne sono 21, 6 ad Atri e altrettanti a Sant’Omero dove in entrambi il reparto operativo non c’è più. A Giulianova ce ne sono 8, i quali devono coprire tutti i turni, pronto soccorso compreso, uno dei quali è sempre destinato ad accompagnare in ambulanza i pazienti che devono essere trasferiti a Teramo.

Federico Centola

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