Carenza di giudici, il Ministero interviene sul caso Teramo

Il presidente del tribunale ha ricevuto una telefonata dal sottosegretario alla Giustizia, Sisto Calvaresi: «Questo confronto è un primo importante passo, presenterò una relazione con i numeri»
TERAMO. Il caso del tribunale teramano, sfiancato da numeri impietosi a declinare carenza di personale e tempi lunghi dei procedimenti, approda nuovamente al ministero della Giustizia. Ieri mattina il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto ha telefonato al presidente del tribunale Carlo Calvaresi proprio per conoscere la realtà del palazzo di giustizia teramano con particolare riferimento alla carenza di magistrati, del personale amministrativo e della richiesta avanzata della istituzione di una sezione penale che negli anni scorsi ha già avuto l’ok del consiglio giudiziario e che consentirebbe di avere l’assegnazione di nuovi giudici. Al colloquio telefonico ha partecipato anche il senatore Gaetano Quagliariello. «Servono interventi strutturali per garantire delle risposte a tutta la collettività», dice il presidente Calvaresi dopo il colloquio telefonico, «il sottosegretario ha annunciato che farà una ricognizione dei dati che riguardano la carenza di personale e già nei prossimi giorni gli presenterò una relazione. Sicuramente è un primo passo importantissimo per affrontare una situazione difficile per un tribunale con un notevole carico di lavoro». Penale, civile e fallimentare visto che, in quest’ultimo caso, a Teramo si concentra il 40% dei procedimenti fallimentari di tutta la regione.
I numeri di una situazione
di emergenza
E che il carico di lavoro sia certificato nelle statistiche ministeriali lo dimostra anche il fatto che al palazzo di giustizia teramano di recente ci sia stata l’assegnazione di 34 unità per l’ufficio del processo, uno dei numeri più alti di tutta la regione. Secondo i dati contenuti nella relazione del presidente della Corte d’appello Fabrizia Francabandera all’inaugurazione dell’anno giudiziario e che di recente ha citato il consiglio dell’Ordine degli avvocati teramani nel proclamare lo stato di agitazione «nel tribunale teramano pendono ancora i due terzi dell’arretrato dell’intero distretto, vi è il maggior tasso di turn over di magistrati in uscita».
Il ministero negli anni scorsi ha aumentato la pianta organica di una sola unità pur a fronte della proposta del consiglio giudiziario e del Csm di aumentare di due unità la pianta organica dei magistrati a Teramo con conseguente e automatica istituzione della sezione penale e l’assegnazione di un presidente. Cosa questa che, sicuramente, potrebbe accelerare l’andamento dei processi penali. Ed è proprio citando il caso dalla durata di un processo in corso a Teramo per una morte sul lavoro (dopo che la mamma della vittima le ha scritto una lettera) che il ministro della giustizia Marta Cartabia è tornata a parlare della lentezza dei procedimenti penali nei tribunali italiani. Lo ha fatto durante la relazione in Senato dell’amministrazione della giustizia.
lo stato di agitazione
degli avvocati
Da settimane il consiglio dell’Ordine degli avvocati ha proclamato lo stato di agitazione delle toghe con il presidente del tribunale Antonio Lessiani che ripete: «I dati del tribunale destano allarme per il futuro della giustizia nella nostra provincia. Ogni cittadino, ogni impresa ha diritto a veder soddisfatta la propria domanda di giustizia come altrove e per questo intendiamo avviare ogni azione utile non solo a tutela del lavoro degli avvocati, ma anche a difesa della tenuta del tessuto sociale. L’Ordine degli avvocati, come già fatto nel corso dell’incontro avuto il 6 maggio scorso con la ministra Cartabia e pur prendendo atto che, successivamente, sono stati assegnati a Teramo 9 nuovi cancellieri, 6 in tribunale e 3 in Procura, e un nuovo magistrato, rileva che la situazione resta molto critica».
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