Carenza di pediatri, genitori in allarme

Una mamma di Pineto: «Migliaia di bimbi senza copertura». Una dottoressa di Silvi: «Condizioni di lavoro stravolte»
ATRI. C’è allarme per la scarsità di pediatri a Pineto, Atri e nel Fino. Un grido rappresentativo lo lancia una mamma, Silvia Pisciella di Pineto, che denuncia: «Tra qualche giorno la pediatra dei miei figli che hanno 8 e 6 anni andrà in pensione, e mi chiedo a chi affiderò la loro salute. Tra quali pediatri potrò scegliere tra quelli assegnati dalla Asl? Al momento non è stato designato nessun sostituto Allora la mia domanda è: possibile che dopo quasi mezzo secolo tra Pineto ed Atri sono andati in pensione tre pediatri senza che ci fossero state nuove nomine? Non conosco gli iter burocratici, ma in circa due anni ancora si provvede neanche a capire a chi dobbiamo rivolgerci. Hanno lasciato migliaia di bambini "senza" copertura sanitaria specialmente in questo periodo dove si pretendono certificati a destra e sinistra, anche per un piccolo raffreddore. Sicuramente ci si può rivolgere al medico di base per i bambini di età superiore ai 6 anni, ma per quale motivo non possiamo avere un pediatra, visto che è un diritto dei bambini averne uno?».
L’attuale situazione dei medici pediatri tra Silvi, Atri, Pineto e vallata del Fino è che ben quattro sono andati via e non sono stati sostituiti. Attualmente per tutto il territorio delle Terre del Cerrano ne sono in servizio quattro: due a Silvi, due a Pineto (di cui una ha comunicato la richiesta di pensionamento dal 1° novembre). Atri non ha dottori per l’infanzia, l’intera vallata del Fino è sulle spalle di una pediatra che ha quattro ambulatori. I contratti di assunzioni sono fermi alle necessità di circa 20 anni fa, ma la realtà degli assistiti è mutata: ora i pediatri possono assistere non solo i bambini da 0 a 6 anni, ma anche quelli da 7 a 16 anni.
La dottoressa Adima Lamborghini, che svolge la sua attività a Silvi e che si recherà una volta alla settimana anche in un ambulatorio di Atri (ancora in fase di sistemazione da parte del Comune), evidenzia: «Ad oggi le condizioni di lavoro sono letteralmente stravolte rendendo assai più precaria l’assistenza ai bambini a seguito del Covid: solo le scuole assorbono gran parte del lavoro tra certificati richiesti e visite del bambino. Non solo, le visite, per rispetto delle norme anti-Covid sono effettuate in ambulatorio con ingressi scaglionati. Senza far riferimento alle urgenze e alle chiamate improvvise». Lamborghini conclude: «I pediatri rimasti hanno dato la loro disponibilità ad assistere in via temporanea tutti i pazienti che si rivolgeranno a loro, ma questo può avvenire solo in via transitoria. Per il momento stiamo cercando di ridurre i disagi, le famiglie andranno incontro a molte difficoltà se continua così».
La Asl ha tentato di “arruolare” nuovi pediatri, ma tutte le convocazioni, a livello provinciale e regionale, sono andate deserte. Il passo successivo è fare una convocazione straordinaria, per l’incarico definitivo, autorizzata dalla Regione. Intanto i pediatri rimasti sono stati autorizzati a sforare il numero degli assistiti, prendendo in carico altri bambini.
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