Carenza di personale, Paolucci assediato

16 Giugno 2015

Incontro al Mazzini con l’assessore: Fagnano, i sindacati e i dipendenti hanno fatto notare che l’emorragia continua

TERAMO. A metà fra una trattativa e un incontro informale, ieri al Mazzini l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci ha raccolto i “quaderni di doglianza” della Asl. Argomento: la carenza di personale che attanaglia tutta l’azienda, pesante eredità del passato.

Eredità contabilizzata con precisione dal direttore generale Roberto Fagnano, che ha fornito dati e cifre del tallone d’Achille dei quattro ospedali. «Tra la pianta organica determinata secondo gli standard assistenziali e quella “dei numeri” c’è una differenza di 819 unità», ha esordito il manager. E ha precisato che anche a voler considerare la pianta organica del 2014, i posti vacanti sono comunque 532.

Fagnano ha ricordato a Paolucci che la Asl di Teramo ha il rapporto più basso di tutto l’Abruzzo fra personale e posti letto. Il tetto di spesa per il personale del 2014 è stato di 169 milioni, ma il consuntivo è stato di 166 milioni: la Asl ha pure risparmiato 3 milioni. «La Asl di Teramo», ha ribadito infatti Fagnano, «ha il costo complessivo del personale di gran lunga al di sotto dei limiti economici imposti».Questo perchè il personale, per via dei pensionamenti, va riducendosi sempre più e i concorsi recentemente autorizzati non arrivano a definizione per i lunghi iter burocratici. «Nel 2014 le altre Asl hanno aumentato il personale in servizio, Teramo è l’unica con segno negativo», ha sottolineato Fagnano.

Poi si sono aggiunti i sindacati. Tutti hanno chiesto se i contratti a tempo determinato in scadenza a fine giugno potranno essere prorogati, dopo i pesanti limiti posti dal decreto della Regione di febbraio. E se la comunicazione del presidente Luciano D’Alfonso che ha poi chiarito che il dimezzamento dei precari imposto dal decreto è solo un «obiettivo tendenziale» può autorizzare una deroga. E’ stata sollecitata inoltre la stabilizzazione di precari storici, che hanno maturato i requisiti di legge. Ai quesiti Paolucci ha risposto che la Regione accetta, come proposto da Fagnano, la proroga dei contratti a tempo determinato, ma la Asl deve dare un piccolo segnale di riduzione alla fine dell’anno, per tagliare il grosso nel 2016. Ma il manager non sarà al sicuro da eventuali azioni di responsabilità della Corte dei conti, che però, secondo Paolucci, sono improbabili visto che la spesa per il personale non aumenta. Poi ha proposto di concordare insieme dei cronoprogrammi a breve scadenza per risolvere le singole questioni, compresa quella delle stabilizzazioni.

Significativa una frase pronunciata dall’assessore: nella programmazione del nuovo piano sanitario si terrà conto dei livelli di produzione, cioè delle prestazioni. In molti si sono chiesti se si terrà conto che il numero di prestazioni della Asl di Teramo è ridotto proprio per la grave carenza di personale. Se così non fosse, la Regione attuerebbe una doppia penalizzazione della sanità teramana.

E a proposito degli effetti che la carenza di personale ha nel concreto, il primario di endoscopia digestiva, Antonio Astolfi, ha annunciato: «fra qualche giorno andrò dal prefetto: per la carenza di personale non riesco a organizzare i turni. Se di pomeriggio arriva un paziente, ad esempio, con un’emorragia, non c’è nessuno nel servizio a trattarlo. Ovviamente anche lo screening per la prevenzione del tumore al retto risente del fatto che mancano 2 medici e tre infermieri». La direttrice di presidio Gabriella Palmeri ha confermato le gravi carenze: «per l’estate ho accorpato tutta l’area chirurgica e nonostante questo non riusciremo a mandare in ferie tutto il personale».

Paolucci ha ricordato che il maggior numero di concorsi autorizzati dalla Regione riguarda Teramo. Infine un veloce accenno al decreto Lorenzin, appena pubblicato, che prevede una radicale ristrutturazione della rete ospedaliera: la frammentazione, per Paolucci, non offre una serie di garanzie, per cui si andrà verso al “concentrazione”: bisognerà fare scelte forti, altrimenti verranno prese a Roma.

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