Caro-bollette, colpo al bilancio: 1,3 milioni in più per gas e luce

9 Febbraio 2022

L’impennata dei costi per l’energia peserà sulle casse dell’ente, accantonati 1,9 milioni per i mutui L’assessore Di Padova: «Le maggiori spese non graveranno sui servizi e sulla tassazione ai cittadini»

TERAMO. Il caro-bollette non risparmia neppure il Comune. L’aumento vertiginoso del costo di gas e luce, che sta creando notevoli difficoltà a famiglie e aziende, peserà parecchio anche sui conti dell’ente. La stima della maggiore spesa che dovrà essere affrontata nei prossimi mesi per le utenze degli uffici è una delle voci di più forte impatto nel bilancio di previsione appena approvato dalla giunta. Il documento contabile, che andrà in aula con ampio anticipo rispetto al termine ultimo indicato nella proroga concessa dal Governo, sarà comunque caratterizzato dall’imponente pacchetto di opere pubbliche, finanziate con i fondi per la ricostruzione post-sisma e del Pnrr, il piano di ripresa e resilienza messo a punto dal Governo, ma anche da un livello di tassazione che, nei calcoli dell’amministrazione, non subirà aumenti: anzi, nel corso del 2022 potrebbe attestarsi a livelli più bassi rispetto all’anno appena trascorso.
la mannaja delle bollette
Per far quadrare i conti senza pesare ulteriormente sulle tasche dei contribuenti o imporre cure dimagranti ai servizi, il Comune ha dovuto trovare nelle pieghe delle proprie risorse già disponibili 1,3 milioni per far fronte al rincaro delle utenze. A tanto ammonterà, secondo le stime della Ragioneria, l’importo da inserire tra le uscite per far fronte ai maggiori costi energetici da qui alla fine dell’anno. «Si tratta dell’elemento di principale scostamento rispetto ai conti dell’anno scorso», spiega l’assessore al bilancio Stefania Di Padova, «al quale siamo riusciti a far fronte comunque senza particolari stravolgimenti». Se dunque da una parte Antonio Decaro, presidente nazionale dell’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, con una lettera al Governo ha lanciato l’allarme sulle pensanti conseguenze che il caro-bollette potrebbe avere sui servizi forniti dagli enti locali, l’amministrazione teramana ritiene di aver trovato la soluzione che salverà capra e cavoli. «Useremo le economie di cui già disponiamo grazie a una gestione oculata delle risorse», tiene a sottolineare l’assessore, «per coprire l’aumento delle spese per le utenze senza sacrifici a carico dei cittadini né in termini di riduzione dei servizi né tanto meno chiedendo soldi in più tramite la tassazione».
TARIFFE E TASSE
Rispetto all’anno appena passato, dunque, la pressione della cosiddetta fiscalità locale resterà di fatto invariata. «Le uniche modifiche, peraltro limitate», puntualizza Di Padova, «riguarderanno i necessari adeguamenti alle disposizioni contenute nella legge di bilancio nazionale per il 2022». Un caso emblematico per il pagamento dell’Imu riguarda, ad esempio, coniugi residenti in due comuni diversi. «L’esenzione sulla prima casa non si potrà più applicare alle abitazioni di entrambi», fa sapere l’assessore, «ma a una sola». L’altra, dunque, ai fini del pagamento dell’imposta verrà considerata seconda casa con il relativo importo da versare.
I MUTUI CONGELATI
Altro aspetto critico del bilancio varato dalla giunta riguarda il blocco delle rate sui finanziamenti attivati dall’ente. La misura, disposta a vantaggio dei comuni colpiti dal terremoto del Centro Italia, al momento non è stata confermata da Governo e Parlamento. Questo significa, a conti fatti, che per il 2022 l’amministrazione ha dovuto accantonare 1,9 milioni di euro da destinare al pagamento delle rate dei mutui. La partita, però, non è ancora chiusa, considerato anche che il commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini ha sollecitato l’inserimento della proroga del blocco per quest’anno nel decreto Milleproroghe. «Aspettiamo che venga approvato per liberare la somma attualmente accantonata probabilmente già entro inizio marzo», osserva Di Padova, «in ogni caso non la lasceremo in cassa, ma la useremo per i cittadini». Da qui, in sostanza, dovrebbe derivare l’alleggerimento del carico tariffario. Il punto qualificante resterà comunque “Teramo si rigenera”. «Un bellissimo piano di interventi», lo definisce Di Padova, «concreto e caratterizzante per la città».
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