Caro mensa, sconti non prima di gennaio

Incontro di Brucchi con le mamme: il problema è che il governo non ha concesso la proroga al bilancio
TERAMO. Per la diminuzione delle tariffe dei buoni pasto nelle mense scolastiche bisognerà attendere gennaio. L’attuale aumento rimarrà almeno fino al termine del 2014 perché il governo non ha concesso una proroga per l’approvazione del bilancio ai Comuni che non l’hanno fatto entro il 30 settembre. Lo ha confermato il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi che ieri mattina ha avuto un nuovo incontro in municipio con la delegazione di mamme del comitato #iostoconibimbi.
«Per la risposta ci sentiremo con le mamme tra dieci giorni. Per l’entità dei costi è necessaria una verifica amministrativa e contabile», ha spiegato il primo cittadino, «non è stata fatta la proroga da parte del governo per il bilancio di previsione. Le mamme ne sono consapevoli». Per andre incontro alle esigenze delle famiglie, il gruppo di genitori durante l’incontro ha proposto l’inserimento di quattro fasce di reddito Isee, con un primo tetto posto a 15.600 euro annui, una seconda quota fino a 20mila e una terza fino a 25mila, per terminare con una quarta che riguarda tutte le famiglie con redditi Isee oltre i 25mila euro. «Si può fare», dice il sindaco, «ma va prima verificato. Cercheremo di rendere l’aumento graduale in base alla fascia di reddito, il nostro intento è quello di calmierare i prezzi per favorire le famiglie». È stato chiesto uno sconto per la mensa relativa alle famiglie con più bimbi, proponendo che il secondo figlio e i successivi possano pagare una fascia di reddito inferiore. Il sindaco ha precisato che le mamme hanno mostrato un’attenzione anche ai costi sostenuti per i buoni pasto dai figli dei non residenti. «Il Comitato ha comunque ribadito la richiesta di trovare un modo per far pagare fino a dicembre € 3,60 a tutte le famiglie o comunque di assicurare il recupero nei mesi successivi», si legge in una nota diffusa dai genitori attraverso l’associazione “Robin Hood”, «si è chiesto, inoltre, di verificare come mai in altri comuni per lo stesso servizio erogato dalle stesse imprese, il prezzo è notevolmente inferiore». I genitori insistono particolarmente sulla richiesta che la prima fascia Isee non parta da un tetto inferiore ai 15.600 euro annui. Anche se viene ribadita e apprezzata la disponibilità del sindaco verso la proposta alternativa avanzata con prezzi che sono ancora da definire, il Comitato non ha mancato di ricordare il proprio malcontento verso l’amministrazione.
Chiara Di Giovannantonio
©RIPRODUZIONE RISERVATA

