Casa Ater inadatta, si cerca una soluzione

3 Settembre 2019

Costantini: «L’istanza non può essere accolta ma siamo disponibili a valutare un’altra procedura»

GIULIANOVA. Sulla vicenda della donna costretta a vivere con il figlio di 9 anni in un’abitazione Ater ritenuta non idonea a garantire una crescita serena ed equilibrata del bambino e che aveva visto il legale della famiglia, l’avvocato Manola Di Pasquale, diffidare l’amministrazione a portare a termine il procedimento di assegnazione di un nuovo appartamento, interviene il sindaco Jwan Costantini. In una lettera indirizzata all’avvocato Di Pasquale, all’Ater, al Difensore civico regionale e alla Procura (a cui il legale aveva inviato gli atti per conoscenza) il primo cittadino, «esaminata tutta la documentazione, che non risulta affatto sia stata smarrita», spiega le motivazioni per cui non sarebbe possibile assegnare il nuovo alloggio alla famiglia. «La richiesta di cambio abitazione è stata inoltrata all’Ater il 1° dicembre 2017», sottolinea Costantini, «e a seguito della comunicazione dell’Ater il Comune ha formalizzato alla Regione la richiesta di utilizzo della riserva del 15% di alloggi per emergenza. La Regione ha dato la propria approvazione ma l’allora amministrazione comunale in carica non ha ritenuto di poter dar seguito alla richiesta e con deliberazione di giunta ha disposto l’utilizzo della riserva del 15% di alloggi per altra emergenza abitativa».
Ad oggi, quindi, essendo già stata utilizzata la riserva, il Comune non potrebbe accogliere l’istanza. Il sindaco, in ogni caso, individua una possibile soluzione ai fini dell’eventuale assegnazione di un altro appartamento alla famiglia. «La procedura più corretta a cui far ricorso appare quella della mobilità di alloggi di edilizia residenziale pubblica», aggiunge Costantini, «secondo cui l’Ater, d’intesa con il Comune, predispone biennalmente un programma di mobilità dell’utenza da effettuarsi sia attraverso il cambio degli alloggi assegnati, sia mediante l’utilizzo di quelli di risulta e di una aliquota non superiore al 10% di quelli di nuova assegnazione». Il sindaco conclude sottolineando come l’amministrazione sia «a disposizione per esaminare un programma biennale di mobilità dell’utenza» e rimetta «all’Ater eventuali decisioni per soddisfare le esigenze connotate da urgenza».