Casa di riposo, stipendi in ritardo: revocato l’incarico per la mensa

Canzio (commissario Asp1) azzera il contratto con la Pap per la De Benedictis: il servizio va a una coop I lavoratori non pagati passano con il nuovo gestore. Pettinaro (Cgil): è una svolta, ma resta il disagio
TERAMO. Dopo le riunioni, le proteste e gli scioperi, scattano le revoche degli appalti. E per i lavoratori della Pap impegnati nelle mense di casa di riposo, scuole e ospedali teramani, da mesi senza stipendio, si muove qualcosa seppur in un quadro generale che resta complesso. Ma, per usare le parole di Mauro Pettinaro della Cgil Filcams, «in una situazione disastrosa, si va comunque verso una svolta». Lavoratori e lavoratrici della Pap hanno diverse mensilità arretrate: otto quelli in servizio alla De Benedictis, dai tre ai sei stipendi i loro colleghi di mense scolastiche e ospedaliere. Una situazione da tempo seguita e denunciata dalla Filcams Cgil che al fianco dei lavoratori ha battuto ogni strada possibile. L'ultima, lunedì sera, con un’assemblea nella sede di viale Crispi che si è svolta a poche ore da una decisione tanto forte quanto attesa assunta dalla Asp1, che gestisce la casa di riposo De Benedictis, di revoca dell’appalto alla Pap proprio per il mancato rispetto dei doveri contrattuali verso i lavoratori. Sulla stessa via si stanno muovendo i comuni di Castelli, Morro d’Oro e Alba Adriatica, i cui sindaci sono intenzionati a sollevare la Pap dal servizio.
La dirigenza della casa di riposo ha disposto un affidamento in urgenza alla cooperativa Nenè, in attesa che si perfezioni la gara d’appalto avviata dal commissario Roberto Canzio. Una notizia ben accolta da sindacato e lavoratori, riassorbiti dall’azienda subentrante in virtù di una clausola di solidarietà inserita nel contratto. Posti di lavoro salvi e nuove prospettive per dipendenti «che hanno sopportato troppo a lungo una situazione inaccettabile», ha detto Pettinaro, «confidiamo che casi analoghi non si ripetano, che le revoche di appalti pubblici siano più rapidi quando in ballo ci sono gli stipendi dei lavoratori: in quest’ottica proponiamo la redazione di un protocollo provinciale che disciplini queste situazioni». Alla riunione di lunedì erano stati invitati i rappresentanti politici e istituzionali del territorio, ma pochi hanno risposto all’appello: presenti i consiglieri regionali Dino Pepe e Marco Cipolletti e l’assessore comunale di Teramo Ilaria De Sanctis. «Grazie a chi c’è stato, non solo lunedì, ma non possiamo esimerci dal rilevare le tante e troppe assenze», ha detto Pettinaro. Fra chi ha risposto sempre “presente” è stato Pepe che ieri con gli assessori De Sanctis e Stefania Di Padova e la segretaria del Pd Pamela Roncone ha incontrato il manager della Asl Maurizio Di Giosia e Canzio che «hanno garantito il loro impegno per una rapida soluzione. Un ruolo fondamentale dovrebbe svolgerlo la maggioranza regionale che in assemblea era rappresentata solo dal consigliere Cipolletti, poco informato sui fatti per sua stessa ammissione. Assenti tutti gli altri, compresi l’assessore Quaresimale che a dicembre 2021 aveva annunciato tre milioni per l’Asp1, mai arrivati, e il sottosegretario D’Annuntiis che mesi fa aveva assicurato il proprio impegno a sostegno dei lavoratori», ha commentato Pepe.
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