Casa Maria Immacolata diventerà un centro di coabitazione sociale

18 Luglio 2020

L’edificio sarà trasformato in alloggi familiari e spazi comunitari grazie a un bando del ministero Ma c’è il ricorso al Tar del Comune di Lanciano il cui progetto è arrivato secondo e non è stato finanziato

GIULIANOVA. Progetto di recupero dell’imponente edificio di Casa Maria Immacolata, di proprietà della curia vescovile, che prevede la trasformazione in alloggi per un programma di “cohousing sociale”. Il Comune ha ottenuto un finanziamento partecipando a un bando regionale, ma il Comune di Lanciano si è messo di traverso trascinando davanti al Tar l’amministrazione comunale di Giulianova e la Regione Abruzzo. L’elaborato presentato dal Comune giuliese è al primo posto della graduatoria per il finanziamento, mentre il progetto presentato da Lanciano si è classificato secondo e non ha ottenuto fondi: il ricorso al Tar verte dunque sulla richiesta di annullamento della graduatoria regionale.
Il piano di recupero di casa Maria Immacolata ha un costo di circa 5.800.000 euro con finanziamento di 3.262.000 euro. Enti e soggetti coinvolti a vario titolo sono la diocesi di Teramo-Atri, il comune di Giulianova, la Consit srl di Teramo e Confcooperative Abruzzo. Nell’ottobre 2019 la Regione, sulla scorta di un provvedimento Cipe del 2017, ha emanato un bando per l’attuazione di programmi di edilizia residenziale sociale. Il 14 gennaio 2020 è stata approvata la graduatoria delle proposte con individuazione del soggetto beneficiario nel Comune di Giulianova e conseguente invio dei risultati al ministero delle Infrastrutture per il completamento dell’iter burocratico. Il 1° giugno scorso il Comune di Lanciano presenta ricorso al Tar per l’annullamento, previa sospensione, della delibera della Regione Abruzzo del 14 gennaio 2020 che assegna al progetto giuliese il primo posto in graduatoria. Il Comune di Giulianova ha ovviamente deciso di resistere in giudizio contro il ricorso al fine di tutelare gli interessi e le ragioni dell’ente ritenendo di avere legittimamente operato sia sotto il profilo dell’iter procedimentale sia sotto il profilo sostanziale. Questo anche in esito alle valutazioni successive effettuate di concerto tra il soggetto proponente, il soggetto beneficiario e l’avvocatura civica. Con recente delibera di giunta municipale è stato conferito apposito mandato all’avvocato Michele Del Vecchio al fine di costituirsi in giudizio. Il “cohousing” consiste in una coabitazione solidale, una specie di condominio costituito da un gruppo di vicini partecipi di un medesimo progetto, che occupano le loro singole abitazioni portando avanti nel contempo un progetto di condivisione di spazi, tempi e servizi. Gli spazi comuni vengono solitamente utilizzati per il consumo dei pasti, laboratori fai da te, lavatrici comuni, orti comunitari, biblioteca, angoli per i più piccoli, nidi familiari e car sharing, a seconda delle esigenze e della composizione dei residenti.
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