Case Ater, Farabollini attacca «L’Abruzzo è inadempiente»

Per il commissario Marsilio dice «frottole» e i ritardi negli interventi sarebbero colpa della Regione «Un anno fa dei 179 milioni disponibili ne risultavano impegnati solo 24 tra Umbria, Lazio e Marche»
TERAMO. Il commissario alla ricostruzione Piero Farabollini non ci sta ad essere messo sulla graticola per i ritardi negli interventi post-sisma sull’edilizia popolare e con una nota dai toni durissimi risponde alle accuse di leggerezza che gli erano state rivolte dal presidente della Regione Marco Marsilio nel corso dell’incontro a Colleatterrato con gli sfollati Ater. Per Farabollini, infatti, criticità e ritardi sarebbero imputabili solo ed esclusivamente alla Regione, da cui dipendono le diverse Ater.
«Il presidente Marsilio e il suo seguito di ben informati smettano di raccontare frottole ai cittadini sulle Ater come hanno fatto a Teramo», tuona Farabollini, «La verità è che quando riavranno le case sarà perché il commissario ha fatto di tutto per riparare agli errori della Regione Abruzzo che, pur essendoci i fondi necessari agli interventi, non solo non li ha realizzati, ma non ha nemmeno presentato i progetti». Oggetto del contendere, in particolare, è l’ordinanza commissariale 27, emanata a giugno 2017, con la quale venivano finanziati gli interventi di edilizia residenziale pubblica. Lavori che avrebbero dovuto essere realizzati entro il 31 dicembre 2018. Eppure, come evidenzia Farabollini, dei 179 milioni di euro disponibili, a ottobre 2018 solo 24 risultavano impegnati per interventi tra Umbria, Lazio e Marche. Nessuno in Abruzzo, perché non c’erano progetti presentati. «Sarebbe ora che il presidente ammettesse ritardi e criticità della sua Regione anziché riversare ogni responsabilità sul commissario», continua Farabollini, «l’unico, anche in questa circostanza, che abbia anteposto la ricostruzione alle logiche spartitorie». Il commissario rivendica in particolare di aver preso atto, subito dopo la sua nomina, «del danno che stavano subendo i cittadini per l’inadempienza degli amministratori», e di aver «sollecitato l’Anac perché considerasse ammissibili al finanziamento almeno i progetti approvati, consentendo la loro realizzazione oltre la scadenza dei termini». Ma non solo. «Mi sono poi da subito concentrato», aggiunge infatti Farabollini, «su come rimettere in gioco con la stessa destinazione i fondi non utilizzati».
Un impegno al quale avrebbe fatto da contraltare l’atteggiamento delle Regioni, che per il commissario si sarebbero ulteriormente attardate in interminabili discussioni sulla ripartizione dei fondi per raggiungere l’accordo, che è alla base della delibera Cipe che dovrebbe contribuire a sbloccare la situazione. «Marsilio si scusi con i cittadini di Teramo e il commissario per aver mentito e lo facciano anche Rivera e il sindaco D’Alberto che non lo hanno smentito, visto che tutti e tre partecipano regolarmente a tavoli tecnici e cabine di coordinamento», conclude Farabollini, «È noto a tutti che da 6 mesi cerco di mettere d’accordo le Regioni che litigano sui centesimi invece di far partire interventi che riporterebbero nelle case i cittadini sfollati. A quei tavoli e a quelle cabine, così come sulla stampa, l’Abruzzo non fa altro che mascherare l’inadempienza con cavillosa arroganza facendone pagare le spese ai cittadini».
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