Case Ater in via Adamoli: restano fuori 20 famiglie

Ancora gravi disagi nelle palazzine dove sono stati ultimati i lavori post-sisma Gli inquilini: «Mobili rotti nel portico, infiltrazioni di umidità e ascensori bloccati»
TERAMO. È una situazione di stallo, di grande difficoltà e a tratti di degrado quella che vivono gli inquilini del condominio Ater di via Adamoli, a Colleatterrato basso. I lavori di ricostruzione post-sisma sono terminati a ottobre scorso e poco dopo alle 32 famiglie sfollate sono state riconsegnate le chiavi dei loro appartamenti con conseguente stop, come previsto dalla legge, all'erogazione del Cas (contributo di autonoma sistemazione). Una fase, quella della riconsegna delle chiavi, che sarebbe dovuta esser scandita dalla gioia per gli inquilini dopo sette anni vissuti da sfollati. In realtà, da subito, l'intera vicenda è stata segnata da polemiche e critiche sullo stato di riconsegna degli appartamenti.
I Problemi irrisolti
Mobili e infissi danneggiati, infiltrazioni d'acqua, spazi comuni trascurati, erba alta e rifiuti di cantiere abbandonati. I tentativi di trovare la quadra della situazione sono stati numerosi, al pari delle proteste e delle sollecitazioni all’Ater. Qualcosa si è mosso nei mesi successivi ma, denunciano alcuni inquilini, non abbastanza. Tanto che ad oggi sono solo 12 le famiglie rientrate negli appartamenti di via Adamoli. Le altre continuano a pagare affitti negli alloggi dove hanno vissuto in questi anni per l’impossibilità di affrontare spese di sistemazione degli appartamenti ma non solo. «Le condizioni generali del condominio sono critiche e vivere lì non è facile», dice Guido Baldassarre, la cui anziana madre e un fratello vivono nel complesso Ater, «i miei familiari sono rientrati nella loro casa lo scorso marzo, spendendo oltre duemila euro per sistemare le criticità all’interno e per il mobilio in particolare. Molti altri inquilini però non hanno la possibilità di gestire il rientro e restano dove sono. Anche perché i problemi, per chi torna a vivere in via Adamoli, sono tantissimi: i due ascensori non sono mai stati rimessi in funzione e sono ben chiusi dai lucchetti. Questo nonostante ci siano anziani e persone invalide che hanno difficoltà a usare le scale e che sono così costrette a stare chiuse in casa».
l’allarme per l’igiene
«il porticato è invaso da mobili rotti e l'erba attorno al condominio è alta», continua Baldassarre Non solo è uno scenario degradante, ma temiamo anche che si possa creare una emergenza sanitaria vista la presenza di topi. Al quarto piano c’è un appartamento dove ci sono gravi infiltrazioni d’acqua e dunque la famiglia che viveva lì non può ancora rientrare. È una condizione inaccettabile e della quale sembra non interessarsi più nessuno. I mesi passano, le cose non cambiano. Siamo demoralizzati», conclude Baldassarre. L’auspicio è che la situazione si risolva.-
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